Il Tirreno

Pisa

In fila per un posto a 52 anni dopo l’addio alla sua impresa

D.L.
In fila per un posto a 52 anni dopo l’addio alla sua impresa

È una delle storie raccolte  ieri alla Leopolda dove  si sono ritrovate generazioni anche molto distanti tra loro

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pisa. Candidati giovani e meno giovani. A caccia del primo impiego o pronti a rimettersi in gioco dopo aver lasciato una occupazione precedente. Candidati alla ricerca dello stand più appropriato per la loro formazione e in fila, aspettavano il loro turno per proporsi. Ciascuono con una storia personale da raccontare.

Come nel caso di Maurizio Gaudio, cinquantaduenne di Piombino che lo scorso anno si è trasferito a Livorno. «Fino allo scorso anno avevo una ditta edile insieme a mio fratello a Piombino – spiega Maurizio -, ma poi il mercato dell’edilizia è crollato ed ho deciso di lasciare la ditta a mio fratello e di venire via. Ho visto questa iniziativa su facebook e sono venuto. Ho fatto undici colloqui perché dopo un anno di inattività voglio ricominciare a lavorare altrimenti impazzisco. Mi sono candidato per la manutenzione e come aiuto cuoco dato che ho svolto qualche attività lavorativa in questo ambito in gioventù e ho fatto dei corsi. Nutro qualche speranza oggi. È la prima volta che vengo e mi sono trovato molto bene. Tutti i selezionatori sono ben disposti. Queste iniziative devono esserci».

In attesa di colloqui anche la ventottenne pisana Silvia Messina. «Ho finito ad ottobre il servizio civile alla Pubblica Assistenza – racconta Silvia – e adesso sono in cerca di un lavoro. Ho visto questa iniziativa su facebook e la ritengo senz’altro buona. Sono diplomata in scienze sociali, ma nel 2017 ho fatto un corso di formazione regionale di cucina e sala e ora sto cercando qualcosa in questo ambito. In tutto ho fatto otto colloqui per ristoranti, bar, gelaterie e uno anche per il McDonald's. Il clima è molto sereno, mi hanno messa a mio agio. Mi sono sembrati soddisfatti e speriamo che mi chiamino almeno per fare una prova. Ho capito anche, che le lingue nel turismo sono al primo posto e saperle a livello scolastico a volte non è sufficiente». Quello della conoscenza delle lingue straniere è quasi un requisito essenziale ormai così come la formazione per svolgere lavori come ad esempio, cameriere o cameriera ai piani negli alberghi. Da questo si capisce come siano cambiate le cose rispetto al passato perché anche i lavori considerati un tempo di basso profilo sono saliti di gradino e non è più possibile improvvisarsi. L’importanza della conoscenza delle lingue è un concetto ben chiaro anche alla brasiliana di San Paolo Maria Teresa Alves in Italia da due mesi e residente a Livorno. «Sono laureata in turismo e prima di venire in Italia ho seguito un corso di sei mesi d’italiano – afferma Maria Teresa -. A San Paolo ho lavorato per tre anni come promoter per la catena internazionale Accor Hotel. Ho saputo di questa iniziativa leggendo il giornale e mi sembra molto bella. Per il momento ho fatto un colloquio per un albergo in città e speriamo bene». — D.L.

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