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Caso Agazzi, residenti delusi «Dispiace avervi votato»

Caso Agazzi, residenti delusi «Dispiace avervi votato»

La chiusura della sezione tre anni della scuola dell’infanzia a I Passi continua a far discutere. Il sindacato Sgb: «Troppa fretta e approssimazione»

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pisa. «Se ci si amputa un dito non è solo la mano a risentirne ma tutto il corpo. Sa, cara assessore, ho un grande rimpianto: aver votato questa giunta». Si chiude così una lettera indirizzata all’assessore all’istruzione del Comune di Pisa , Rosanna Cardia, e al sindaco Michele Conti a forma di una “pisana delusa”. La signora Maddalena Agonigi affida alla missiva tutta la propria amarezza per come l’amministrazione comunale ha gestito la vicenda della chiusura di una sezione, quella dei bimbi di tre anni, della scuola dell’infanzia Agazzi nel quartiere de I Passi.

Storia nota e a più riprese al centro del dibattito cittadino con tanto di nascita di un comitato, promosso dai residenti del quartiere, che chiedeva il mantenimento della sezione della scuola. La “fine” della vicenda è altrettanto nota: la sezione non c’è più. Ma questo non placa la polemica ed anzi, a quanto pare, incrinerebbe addirittura la fiducia nei confronti dell’amministrazione in carica.

«Al risultato delle elezioni - scrive la signora Agonigi - sono stata felice, come molti altri pisani, e speranzosa che tante cose si aggiustassero. Purtroppo è avvenuto un fatto che mi ha molto amareggiato, che ha amareggiato tutto il quartiere I Passi e che danneggerà lavoratori e commercianti della zona». Il riferimento è alla chiusura della sezione tre anni delle Agazzi. «Sicuramente avrà le sue ragioni - prosegue la lettera - che però non ha palesato se non dando motivazioni di poco spessore. Solo chiaro è stato il suo no a molte richieste fatte dai comitati e dai sindacati. Nemmeno ha voluto ascoltare le varie proposte presentate per cercare di risolvere eventuali problemi inerenti la gestione della scuola». E a destare perplessità è stata anche la mancanza di certezze per chi chiedeva se la scuola fosse destinata a chiudere oppure no. «Chiudere una sezione - scrive Agonigi - in una scuola considerata a Pisa di eccellenza sia per la sua posizione che per la sua struttura è una grande perdita per il quartiere I Passi, per la città e non ultimo per i soldi che il Miur ci ha investito».

La delusione affidata alla lettera aperta all’assessore è condivisa. Sulla questione interviene anche il presidente del comitato di quartiere I Passi, Michele Fabozzi. «In accordo con le associazioni presenti all’incontro avvenuto in sala consiliare riguardo la scuola Agazzi - afferma Fabozzi - , ribadiamo la nostra contrarietà alla scelta di chiudere la sezione dei 3 anni della scuola dell'infanzia e affermiamo che se c’era l’intenzione di procedere alla statalizzazione della scuola, doveva essere detto prima, con un programma e un percorso già delineato e concordato con chi di dovere, in modo da non creare interruzioni. Infatti, se mai la Agazzi sarà statalizzata, è chiaro che nell'anno scolastico 2020-2021 mancherà la classe dei 4 anni (il secondo anno della scuola dell'infanzia). Come abbiamo affermato nel breve incontro a seguito della manifestazione di martedì scorso, siamo ancora convinti che le scelte dell'assessora portino un danno al nostro quartiere e non condividiamo la strategia secondo cui, per far rifiorire un quartiere se ne debba mettere in sofferenza un altro».

La questione dei servizi educativi è da tempo al centro delle proteste dei sindacati come dimostrato dallo sciopero dello scorso 19 febbraio. In particolare il Sindacato generale di base torna a criticare l'assessore Cardia che «nega ancora che le scarse risorse messe a bilancio e il piano di fabbisogno di personale sbilanciato sui vigili siano le cause della mancata assunzione di educatrici». Dati alla mano il sindacato Sgb rileva che «gli iscritti delle Agazzi sono andati in larga maggioranza alle Parmeggiani ove si creerà una lista di attesa, che sarà però agevolmente assorbita dalle altre scuole del quartiere. Quello che emerge è però che nel quartiere, dopo l'assorbimento degli esuberi alle Parmeggiani, non ci saranno più posti liberi». Sindacato che non esclude l’ipotesi chiusura delle Agazzi in un quadro, comunque, ancora in evoluzione. «Dopo settimane l'assessore Bonanno ha parlato di statalizzazione delle tre scuole materne comunali - ricorda l’Sgb - , una scelta politica della Giunta come detto nell'incontro tenutosi il giorno dello sciopero». Ma l’iter è tutt’altro che semplice e l’esito per niente scontato: «Non esiste alcun obbligo Statale di accogliere la statalizzazione, perché la scuola dell'Infanzia non è scuola dell'obbligo. Se la statalizzazione non dovesse andare a buon fine o il Comune ha un piano di emergenza per mantenerle con personale comunale o si va verso la chiusura». Sulla vicenda delle Agazzi «restano solo la fretta e l'approssimazione - conclude il sindacato - , se avessero affrontato il problema con largo anticipo avrebbero potuto percorrere altre strade e sicuramente migliori». —

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di Redazione web