Il dolore
Botte in discoteca sentenza di tre anni
Due amici picchiarono un giovane “colpevole” ai loro occhi di aver difeso un ragazzo finito a terra durante una rissa
PISA. Sentenza definitiva per due pontederesi riconosciuti colpevoli del reato di lesioni aggravate e condannati in primo e secondo grado a tre anni di reclusione.
La Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da Mattia Calvani, 38 anni, e Matteo Coleman, 35 anni contro la sentenza della Corte d’Appello con cui i giudici fiorentini avevano confermato il verdetto del Tribunale di Pisa. I due erano finiti a processo per aver aggredito un giovane in una discoteca di Fornacette, nel frattempo chiusa, «con calci e pugni al viso cagionandogli lesioni gravi giudicate guaribili in un periodo superiore a 40 giorni consistite in frattura facciale condilo mandibolare sinistra, con indebolimento permanente della funzione masticatoria». Un assalto avvenuto il 20 febbraio 2010. Una storia datata che ora è arrivata al capolinea della Suprema Corte.
Secondo le testimonianze acquisite all’epoca, il giovane picchiato senza un motivo apparente aveva riferito di «essere stato aggredito da un gruppo di 7-8 persone tra le quali riconosceva entrambi gli imputati come autori materiali dei colpi ricevuti – spiega la Cassazione –. Era successo che mentre si trovava nella discoteca in località Fornacette aveva visto che era iniziato una rissa. Mentre stava in disparte una persona gli si era avvicinata dicendogli delle parole con fare minaccioso, aveva cercato quindi di dileguarsi scendendo al piano inferiore del locale ma era stato raggiunto da un gruppo di persone che lo colpiva violentemente con calci al viso e alla testa».
Diversi testimoni in aula avevano indicato nei due amici come gli autori del pestaggio.
Un teste raccontò che dopo lo scoppio della rissa «all'interno della discoteca una persona si era avvicinata al giovane ed aveva iniziato ad offenderlo. Egli si era quindi impaurito e si era nascosto dietro un bancone mentre il giovane era sceso al piano inferiore, e lì veniva aggredito da un gruppo di ragazzi».
L’aggredito prima di subire l’assalto aveva cercato di portare via un ragazzo che era per terra anche alzando le mani contro gli aggressori e per questo le persone che avevano picchiato il ragazzo si erano poi rivolti verso il suo salvatore che, sceso al piano di sotto, veniva raggiunto e pestato». —
P.B.
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