Il Tirreno

Pisa

Bacia allieva di 15 anni: condannato coach di volley

Pietro Barghigiani
Bacia allieva di 15 anni: condannato coach di volley

Pisa, un singolo episodio scoperto dalla mamma della studentessa. L’uomo ha perso il lavoro ed è stato lasciato dalla moglie

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PISA. Un bacio proibito e la vita si frantuma in mille pezzi. Dalla famiglia al lavoro. E ora arriva anche il sigillo del Tribunale a sancire un comportamento che ha messo ko un 52enne (omettiamo il nome per non rendere riconoscibile la parte offesa minorenne, ndr) all’epoca coach di una squadra di pallavolo della provincia, sorpreso nel 2016 dalla mamma di un’atleta del suo team mentre baciava la ragazzina in auto.

Giovedì mattina con rito abbreviato, l’imputato per atti sessuali con minorenni infrasedicenni è stato condannato dal gup Donato D’Auria a 2 anni e 10 mesi con 5mila euro di provvisionale e il resto da stabilire in sede civile. Il pm Flavia Alemi aveva chiesto 4 anni. L’uomo, come pena accessoria, non potrà avere incarichi «nelle scuole di ogni ordine e grado nonché da ogni ufficio o servizio in istituzioni o in altre strutture pubbliche o private frequentate prevalentemente da minori».

Lei poco più che quindicenne. Lui alle soglie dei 50 anni. È stato il ruolo dell’adulto, quello di allenatore, a trasformare una relazione consensuale in un reato. Sotto i 16 anni diventa materia da codice penale il rapporto con un maggiorenne quando «per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia, il minore gli è affidato o che abbia, con quest’ultimo, una relazione di convivenza». È il caso trattato in Tribunale. Nella sua arringa l’avvocato Marco Scarabottolo non ha cercato scorciatoie sottolineando che «quello che ha fatto il mio cliente non si fa», ma rimarcando anche la tenuità del fatto. Un bacio in un singolo episodio. Lo stesso imputato fin dall’inizio aveva ammesso l’errore.

Una debolezza che alla fine gli è costata il posto di lavoro e, soprattutto, la rottura di un matrimonio che non ha retto alla scappatella dell’uomo con una ragazzina che all’epoca aveva poco più di 15 anni. La mamma - costituita parte civile insieme al marito con l’avvocato Luisa Tamburini - sospettava una tresca tra l’allenatore della squadra di volley e sua figlia. Dubbi che presero la forma della certezza quando li vide in auto abbracciati mentre si baciavano. Un consenso viziato non solo dalla differenza di età, ma dal ruolo del coach, vulnerabile nel non aver saputo resistere a un approccio che alla fine ha mandato all’aria matrimonio e professione.

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