La manifestazione
Vigili del fuoco, è allarme sicurezza «La sede è assolutamente inadeguata»
La Direzione regionale scrive a Toscana Aeroporti. Pronti a sospendere l’attività del distaccamento all’interno dello scalo
pisa. Sono una presenza imprescindibile per la sicurezza dello scalo. Senza i vigili del fuoco in aeroporto non si arriva e non si parte. E al Galilei, dove transitano annualmente oltre cinque milioni di passeggeri, è indispensabile che in casi di emergenza siano in grado di intervenire con efficacia e rapidità. In teoria, ma soprattutto in pratica. Eppure pare che proprio a Pisa il “passaggio” dalla teoria alla pratica sia, diciamo così, difficoltoso. Tanto che da qualche mese la Direzione regionale dei vigili del fuoco stia valutando la sospensione dell’attività del personale che opera in aeroporto. Niente vigili, niente voli. Il motivo di una decisione così grave? La struttura che ospita i vigili «è assolutamente inadeguata sia per l’ubicazione ed articolazione sia per quanto riguarda l’igiene, la salubrità e la sicurezza dei luoghi di lavoro». Lo ha messo, nero su bianco, nel novembre scorso, l’allora direttore regionale dei vigili del fuoco rivolgendosi a Toscana Aeroporti e per conoscenza ai vertici della 46esima Briga Aerea e ad Enac. Il messaggio è chiaro: «l’attuale ubicazione ed articolazione - scrive la direzione regionale - non sembrano essere adeguate alle esigenze di soccorso». E questo perché «è rimasta imprigionata all’interno dell’area airside, fagocitata dalla logistica organizzativa» scrive ancora la direzione fiorentina. Ma anche perché la sede così com’è oggi non consente «di effettuare esercitazioni e verifiche periodiche atte a “certificare” la piena rispondenza dell’attuale ubicazione». Niente verifiche, niente esercitazioni per personale e mezzi e neppure possibilità di fare addestramento con un simulatore, costato mezzo milione di euro di risorse pubbliche, che c’è ma è inutilizzabile.
A sollecitare l’intervento della direzione regionale dei vigili del fuoco sono stati i rappresentanti della Uilpa in particolare il segretario regionale Mario Gaddini insieme a Cristina Cini segretaria pisana della Uilpa Vigili del Fuoco, Stefano Neri e Alfio Luperini, entrambi componenti della segreteria del sindacato, che nel tempo hanno messo insieme un ampio dossier dedicato alle carenze strutturali e infrastrutturali che riguardano il distaccamento dei vigili del fuoco al Galilei. «Le raccomandazioni internazionali Icao (International Civil Aviation Organization) - spiegano - rilevano come i fattori più importanti che pesano sull’efficacia del soccorso in un incidente aereo con possibilità di sopravvivenza dei passeggeri sono l’addestramento ricevuto, l’efficacia dell’equipaggiamento dei mezzi e delle attrezzature, la velocità con cui il personale, i mezzi e le attrezzature dei vigili del fuoco possono esser emessi in azione. Ma è proprio su questi aspetti che si registrano le carenze più significative a Pisa». I rappresentanti sindacali spiegano: «Per raggiungere dal distaccamento le piste - spiegano - lungo il percorso che i mezzi devono fare ci sono curve a gomito, segnali di stop, attraversamenti pedonali, senza contare che passiamo a fianco delle cisterne del carburante». Sempre che, sottolineano i sindacalisti Uipla, «i mezzi riescano a uscire dal distaccamento visto che di fronte nel tempo sono stati costruiti altri edifici che ospitano officine e uffici». Più che un percorso per mezzi di emergenza l’impressione è che sia un percorso a ostacoli. E alle difficoltà operative si aggiungono quelle legate all’impossibilità di fare esercitazioni e addestramenti. Un punto sottolineato anche dalla direzione toscana dei vigili del fuoco insieme a tutta un’altra serie di carenze che incidono sulla salute e la sicurezza dei vigili del fuoco impegnati quotidianamente al Galilei. Da qui la richiesta, di fondo, sostenuta dal sindacato e condivisa dalla direzione toscana: occorre un’altra sede. Peccato che, a fronte di oggettive carenze del distaccamento, questa fosse già una ipotesi avanzata dai sindacati e condivisa anche dall’Enac già dieci anni fa. Cosa è successo in dieci anni? Semplicemente la situazione è andata peggiorando. Tanto da arrivare all’ipotesi di sospensione dell’attività del distaccamento «qualora si dovesse ancora constatare l’inezia di codesta società - scrive la direzione toscana dei vigili del fuoco - con mancati o parziali e insufficienti riscontri». La lettera si concludeva con la richiesta di un riscontro «nel più breve tempo possibile». «Ad oggi - chiosano i rappresentanti dei lavoratori - non è stato fatto niente». E sono passati altri 4 mesi. — V.L.
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