Il dolore
«Li perdono, non voglio soldi ma non lo devono fare più»
Parla Kadim, il giovane venditore ambulante di origine senegalese, colpito dal liquido urticante e finito al pronto soccorso
Pisa. «Li perdono e non voglio chiedere i danni. Non mi interessano i soldi. L’importante è che quello che hanno fatto a me non succeda più».
Kadim è il giovane senegalese che la sera del 12 gennaio fu il secondo bersaglio dei due minorenni scoperti e denunciati dalla Digos. Il lancio del liquido irritante in faccia all’immigrato fece temere per qualche ora la possibile matrice razzista di un episodio che poi nell’arco della giornata fu accompagnato da un precedente avvenuto poco prima. Stavolta nei confronti di un giovane italiano. La miccia razziale perse consistenza. Rimase la gravità del gesto. Una bravata, stupida nell’origine, da balordi nell’esecuzione. Gettare in faccia ai passanti del liquido irritante per poi scappare e vederli contorcersi nel dolore, misto a una paura da choc per le conseguenze sul volto della sostanza. Uno scherzo, un divertimento deragliato nel codice penale.
Kadim venne soccorso in due locali in zona piazza Martiri della Libertà. Persone amiche, conoscenti che sapevano chi era per vederlo ogni giorno in zona a proporre la sua merce senza mai essere petulante. Gli occhi arrossati per l’irritazione. Ma soprattutto l’umiliazione per aver subìto un gesto mortificante che non sapeva spiegarsi.
Soccorso da un medico che era nel pub dove il giovane si presentò con l’odore simile a candeggina che emanava a distanza ravvicinata, il senegalese andò poi da solo al pronto soccorso di Cisanello in bicicletta. Non lo disse mai apertamente, ma quella notte pensò di essere diventato un bersaglio per il colore della sua pelle. Il giorno dopo seppe anche dell’altro caso. E lo spettro del razzismo svanì.
«Non hanno detto niente, sono scappati subito» disse al Tirreno Kadim il giorno dopo l’aggressione. Dieci giorni di prognosi l’esito della visita medica. Con un ulteriore controllo da parte dell’oculista e la prescrizione di colliri.
«Ora sto meglio, mi sono curato bene – spiega il venditore ambulante che anche ieri era in centro -. Sapevo che la polizia aveva denunciato due ragazzi. Mi avevano avvertito. Ma non ho risentimento verso di loro. Sono arrabbiato, quello sì, perché poteva andare male e per colpa del liquido potevo magari perdere la vista. Ho rischiato, ma per fortuna è andata bene. Le scuse? Potrei accettarle, anche se non è quello che mi interessa. Li perdono, ma non chiedo niente. Sa la polizia cosa deve fare. L’importante è che smettano di fare quello che è capitato a me e all’altro ragazzo. Stop. Ora voglio solo continuare a fare la mia vita e dimenticarmi di questa storia». —
Pietro Barghigiani
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