Sicurezza
Il lancio di candeggina contro i passanti è opera di due studenti minorenni
Uno dei bersagli era un senegalese, la polizia oggi esclude il movente di natura ideologica o razzista
PIsa. C’è la mano di due studenti minorenni dietro il lancio di candeggina contro i passanti. Un gioco pericoloso, senza alcun senso. Non ci sarebbe niente di ideologico dietro il fatto avvenuto circa un mese fa quando i due ragazzini, di 16 e 17 anni, ora denunciati, hanno creato il panico in città. Se volevano richiamare l’attenzione o vedere le reazioni degli altri, come succedeva con il fenomeno del lancio dei sassi dai cavalcavia, ci sono riusciti. E la successiva fuga in motorino dopo averne nascosto la targa fa pensare che ci avessero pensato un po’ prima di cimentarsi in un “gioco” che pagano con le conseguenze che comporta una denuncia penale.
Perché i poliziotti della Digos di Pisa, diretta dalla dottoressa Adelaide Vigorita, sono rimasti per giorni davanti alle immagini riprese dalla videosorveglianza in zone diverse dalla città ma che non avevano immortalato i due episodi. Sono stati confrontati fotogrammi, messi in relazione più dettagli, cercate conferme nel racconto dei testimoni. Alla fine, dopo una complessa indagine, hanno avuto un nome i due autori dei lanci di “candeggina” ai danni di un italiano e un senegalese.
Si torna così alla sera del 12 gennaio scorso rispettivamente in via Contessa Matilde intorno alle 21.45 ed in piazza Martiri della Libertà intorno alla mezzanotte. Il grave gesto procura lesioni agli occhi al cittadino senegalese, colpito dal liquido direttamente sul volto. Si alza l’allarme razzismo, per giorni non si discute di altro. Ma qualcosa convince gli inquirenti che potrebbe trattarsi di un gesto dettato dalla noia, di un comportamento sottovalutato nelle conseguenze.
Ora che l’indagine è chiusa, si viene a sapere che gli autori sono due ragazzini, «non precedentemente noti alle forze dell’ordine e non legati ad alcun gruppo o movimento politico o comunque dedito alla discriminazione razziale», ha spiegato in una nota la Questura. I due studenti, frequentano due diversi istituti, sono già interrogati dal magistrato della Procura della Repubblica per i minorenni di Firenze e viene escluso il pericolo che possano ripetere lo stesso reato. Entrambi, sentiti in presenza dei genitori, avrebbero detto di avere scelto a caso i loro bersagli.
«Le indagini, caratterizzate dalla visione di tutte le immagini registrate dalle telecamere pubbliche e private di un’ampia area della città, dall’escussione di tutte le persone interessate dall’evento e da mirate attività di osservazione e pedinamento, hanno dimostrato che i lanci di liquido irritante consistevano nel getto pericoloso di una sostanza composta da un mix di acqua e liquido idraulico, utilizzato per la liberazione degli scarichi domestici otturati». Lanci effettuati restando in sella a uno scooter di cilindrata 50, con targa rigorosamente occultata.
Nel corso delle perquisizioni domiciliari è stato trovato e sequestrato il motorino utilizzato per le azioni delittuose, i caschi e gli indumenti indossati. E’ stata trovata anche la bottiglia di “Idraulico Gel” utilizzata dai due ragazzi la sera del brutto fatto e poi abbandonata in città. —
Sabrina Chiellini
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