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Pisa

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Sconosciuto nel letto, bambino sotto choc

Roberta Galli
Sconosciuto nel letto, bambino sotto choc

Un uomo si è introdotto in una casa Apes di via Brunelleschi Il padre: non vogliamo più stare in quell’appartamento

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PISA. «Una disavventura che non auguro a nessuno. Un vero e proprio incubo: entrare in casa di sera e trovare uno sconosciuto nel letto del proprio bambino. Mio figlio è ancora sotto choc e non so quanto ci vorrà per poter riprendere a svolgere una vita normale. Tanto che per calmarlo, sabato sera, abbiamo dovuto trascorrere una notte in albergo. Una cosa è certa: in quella abitazione non vogliamo più rimanere». È ancora sconvolto Rocco Maglio, 44 anni, operatore socio-sanitario, sposato e padre di un ragazzino di 10 anni, residente con la famiglia in una palazzina Apes, in via Brunelleschi al Cep.

Sabato sera è dovuto ricorrere alla Polizia per far uscire di casa quell’“inquilino abusivo”, risultato poi essere un tunisino senza fissa dimora che, approfittando della loro assenza, dopo essersi arrampicato sul balcone e aver rotto il vetro della finestra di cucina, si era accomodato nel letto del bambino come se niente fosse. «È stato mio figlio - continua Maglio - a scoprire quell’inquietante presenza. “Babbo c’è un uomo nel mio letto”, mi ha detto. Era terrorizzato. Sinceramente ho pensato ad uno scherzo e per tranquillizzarlo l’ho preso per mano e l’ho accompagnato davanti alla porta della sua cameretta. Ma purtroppo era la verità».

L’intervento delle Volanti è stato immediato, ma non è stato semplice neanche per la Polizia far capire a quell’individuo che doveva uscire immediatamente. Lui con un italiano incerto sosteneva infatti di aver pagato uno “zio” per trascorrere una notte al caldo. Quasi sorpreso ha comunque seguito gli agenti in Questura, dove è stato denunciato. È stata poi la Polizia a ricostruire l’intero episodio. Il nordafricano aveva già tentato di entrare in quella palazzina di via Brunelleschi intorno alle 19. Una vicina di casa, infastidita dalle sue grida per strada, aveva già chiesto l’intervento del 113, ma al loro arrivo dell’uomo si era persa ogni traccia. «Quell’uomo è stato denunciato a piede libero - dice Rocco - e potrebbe anche tornare. Una situazione poco rosea che ho ben spiegato alla consigliera della Lega, Emanuela Dini, che domenica ci ha sostenuto psicologicamente, regalando anche un libro a mio figlio, e attivandosi con l’assessore Gambaccini per ottenere quanto prima un cambio di appartamento. Noi in quella casa non vogliamo più vivere. Attualmente siamo ospiti di amici. Mio figlio è turbato, chissà quando riprenderà a sorridere». —

Roberta Galli

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