Il Tirreno

Pisa

Prof accusato di violenze da 7 ragazzine, sotto esame pc e cellulare

Pietro Barghigiani
Il sostituto procuratore Flavia Alemi
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Il sostituto procuratore Flavia Alemi

Pisa, il materiale sequestrato dalla polizia dopo la denuncia di sette adolescenti. Sentite le ultime due atlete del gruppo che accusa il tecnico di un team pisano: furono palpeggiamenti

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PISA. Lo avevano accusato in cinque. Ne mancavano due dell’elenco messo insieme dalla polizia dopo la prima denuncia. E anche loro, due adolescenti sui 15-16 anni, davanti al gip Giulio Cesare Cipolletta e al pm Flavia Alemi hanno confermato quello che a fine gennaio era stato messo a verbale dalle amiche. Quel professore, esperto massaggiatore nonché tecnico di un team sportivo pisano, erano andato oltre quando le ragazze si erano stese sul lettino per sottoporsi a una seduta di massaggi. Che per loro alla fine erano diventati palpeggiamenti. E poi denunce che per il codice penale diventa violenza sessuale, anche se nella fattispecie meno grave.

La parte finale dell’incidente probatorio si è conclusa con l’esame delle ultime due parti offese. C’erano gli avvocati delle ragazze, il difensore dell’indagato, il giudice e il pm. Le testimonianze hanno valore di prova come se si fosse celebrata l’anticipazione di un processo.

Al momento la posizione del professore - sospeso all’inizio dell’inchiesta per un periodo minimo - è quella di indagato. Il magistrato ha ora un quadro più chiaro su quelle che sono le accuse delle studentesse, nonché atlete nella stessa squadra (omettiamo la disciplina sportiva per non rendere riconoscibile le minorenni coinvolte nella storia come parti offese). Ore di deposizioni da contestualizzare con gli elementi inseriti nell’informativa della squadra mobile. Per mettere a fuoco meglio la figura dell’indagato gli inquirenti hanno proceduto anche al sequestro di alcuni strumenti di uso personale del professore. Dal cellulare all’iPad per cercare eventuali immagini o video che potessero suffragare la tesi di una persona orientata a privilegiare gusti sessuali verso ragazzine. È uno degli accertamenti in corso necessari per far decidere al sostituto procuratore se e quando chiudere l’inchiesta con la formalizzazione del reato al coach finito sotto indagine.

L’uomo da anni fa il tecnico di squadre femminili e, alla bisogna, anche il massaggiatore e non aveva mai avuto rilievi tali da sconfinare in una contestazione di violenza sessuale. Le adolescenti che ora lo accusano erano allenate dal tecnico. Poteva capitare che avessero dei problemi muscolari. E allora il coach diventava anche massaggiatore.

È successo che una delle sette atlete in una delle sedute abbia avvertito la sensazione di mani più licenziose che terapeutiche. Massaggi al petto o alla spalla con spostamento della biancheria intima con i polpastrelli scivolati dove non avrebbero dovuto.

Eccessi che in un caso avrebbero indotto una ragazza a bloccarlo in modo netto vincendo il timore di una sua reazione dopo essersi sentito più palpeggiatore che massaggiatore.

La ragazza allora si confida ai genitori e ne parla con le amiche. E dopo la sua denuncia alla polizia, che prende in carico il caso assegnandolo alla sezione che si occupa delle fasce deboli, seguono quelle delle altre ragazze. È l’inizio dell’indagine. L’incidente probatorio è stato un passaggio cruciale per andare avanti. 

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