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Le Ferrovie spostano a Firenze un pezzo del “cervellone” della tratta tirrenica
L’allarme lanciato dalla Filt-Cgil: l’ipotesi di Rfi mette a rischio 15 dipendenti del centro di comando di via Quarantola
PISA. Quindici lavoratori a rischio e un possibile, progressivo smembramento di uno dei centri di comando ferroviario più avanzati del Paese. Con una comunicazione inviata nei giorni scorsi ai sindacati, Rfi ha delineato il piano di ridimensionamento della sala di comando e controllo della circolazione ferroviaria, il centro di gestione della tratta tirrenica nord inaugurato nel 2002 in via Quarantola. La società delle Ferrovie dello Stato che gestisce le infrastrutture ferroviarie nazionali ha comunicato l’intenzione di trasferire a Firenze una delle principali funzioni che alimenta il funzionamento del centro pisano, dove sono impiegati oltre 150 lavoratori. . Entro l’anno il cosiddetto sistema di telecomando Dote (acronimo di “dirigente operativo trazione elettrica”), apparato tecnologico che permette di alimentare e disalimentare la linea elettrica ferroviaria soprattutto in caso di manutenzioni, sarà “traslocato” nel centro di comando di Firenze.
La decisione di Rfi deriva dalla volontà di potenziare il centro fiorentino che andrà incontro ad un ridimensionamento con la perdita della gestione della linea elettrica della tratta alta velocità Firenze-Roma, che sarà spostata a Bologna.
Il trasferimento o il ricollocamento in altri settori di una quindicina di lavoratori altamente specializzati sarà la prima conseguenza del piano ipotizzato da Rfi, a cui i sindacati hanno risposto con l’apertura delle procedure di raffreddamento per contrastare la scelta aziendale che rischia di depotenziare quella che è considerata una delle sale di comando e controllo della circolazione ferroviaria più avanzata, anche dal punto di vista tecnologico, in Italia.
«Una scelta immotivata - accusa Fulvio Cacace, segretario generale della Filt-Cgil di Pisa -. Chiediamo il mantenimento di tutte le funzioni della sala di comando e controllo pisana, e contestiamo la costante perdita di attività e funzioni del settore ferroviario in Toscana». Il sindacato si appella anche all’accordo nazionale sottoscritto lo scorso anno che ha stabilito il mantenimento dei due centri regionali. La Toscana è infatti insieme al Veneto l’unica regione italiana che può contare sulla presenza di due sale di controllo della rete ferroviaria. Il timore della Filt-Cgil è che l’ipotesi di trasferimento del sistema di telecomando Dote da Pisa a Firenze possa essere il primo passo per un progressivo smembramento della struttura costruita nel 2002 nei pressi della stazione centrale con un maxi-investimento. Se concretizzata l’intenzione della società, il centro pisano diventerebbe il primo in Italia a perdere la gestione della linea elettrica.
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