Il Tirreno

Pisa

Il “processo a fisarmonica” di Bonafede non convince prof e studenti del Sant’Anna

Giuseppe Boi
Il “processo a fisarmonica” di Bonafede non convince prof e studenti del Sant’Anna

Pisa, il ministro anticipa i punti della riforma della giustizia nell'incontro alla scuola superiore ma fa dietrofront dopo le critiche: «Non c’è nessuna bozza»

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Alla fine l’applauso è arrivato. Ma dalle prime file, occupate da personalità e docenti, piuttosto che dalle ultime appannaggio degli studenti. Il ministro della giustizia Alfonso Bonafede anticipa alla Scuola Sant’Anna alcuni temi della riforma della giustizia del governo giallo-verde. Ma il “processo a fisarmonica” delineato dal guardasigilli non sembra convincere gli universitari, che borbottano durante il suo intervento, mentre Stefano Pulidori, segretario dell’Ordine degli avvocati di Pisa, lo incalza sull’efficacia della riforma. Il ministro - prima di tornare a Roma per la riunione del M5s dopo la votazione online sulla richiesta a procedere contro Matteo Salvini – interviene per una replica, contraddicendo tuttavia quanto affermato in precedenza.

[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:cronaca:1.17770435:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pisa/cronaca/2019/02/19/news/al-guardasigilli-chiedo-la-certezza-delle-pene-1.17770435]]

Durante l’intervento Bonafede ha sottolineato di «non poter dare troppe anticipazioni», ma assicurando che la riforma «è un progetto già concreto che deve solo essere approvato». Davanti alle critiche mosse da Pulidori in base «a una bozza del documento», il ministro ha però chiesto una replica alla moderatrice, la professoressa di diritto penale all’istituto Dirpolis della Sant’Anna Gaetana Morgante, e ha dichiarato che «non esistono bozze del testo perché il governo non ha ancora raggiunto una “determinazione”».

La dichiarazione finale di Bonafede riduce a un «processo che ho in testa», gli elementi di riforma anticipati prima. Eppure il ministro aveva parlato della necessità «di intervenire sulla prescrizione» e annunciato una svolta sui procedimenti alternativi. Aveva assicurato l’approvazione di «un codice rosso per assicurare giustizia in tempi rapidi alle donne che trovano il coraggio di denunciare soprusi e violenze» e annunciato interventi sulle strutture dei tribunali perché «non è accettabile che si ospiti la giustizia in luoghi in cui non vengono rispettate le norme minime di sicurezza». Soprattutto, aveva delineato, quasi elogiando la trasmissione televisiva Forum, i pregi di un «processo a fisarmonica, più orale che scritto e con tempi più stretti». Elementi criticati con forza poi da Pulidori preoccupato per «i troppi spazi di discrezionalità lasciati ai giudici».

Critiche a cui Bonafede non ha dato risposta tradendo in parte lo spirito dell’iniziativa che, come sottolineato nell’introduzione dal rettore Pierdomenico Perata, dal presidente dell’Ordine degli avvocati Alberto Marchesi, dal presidente del Rotary club Pisa Tommaso Strambi e, soprattutto, da Matteo Nebbiai dell’Associazione degli Allievi aveva come obiettivo di «avvicinare cittadini e istituzioni in un luogo accademico».

Il ministro invece ha lasciato l’aula magna prima degli interventi del segretario dell’Unione delle camere penali Eriberto Rosso e del presidente di sezione della Corte di Cassazione Giorgio Fidelbo. Ma ancor prima avevano fatto la stessa cosa alcuni studenti. «Siamo qui per capire quale indirizzo prenderà la riforma della giustizia e sentirlo dire in prima persona dal ministro anche per valutare quanto sia autonomo nelle scelte», spiegava uno studente in platea prima dell’intervento. E, quando ha lasciato l’aula magna, non sembrava convinto delle risposte ricevute. —
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa