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Pisa

Fi-Pi-Li: incidenti, file chilometriche e disagi. Ma la politica (regionale) resta a guardare

Francesco Turchi
Fi-Pi-Li: incidenti, file chilometriche e disagi. Ma la politica (regionale) resta a guardare

A novembre l’ultima vittima e le proteste di 18 sindaci. Ma da due mesi si attende la convocazione di un nuovo confronto

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PISA. Prima il summit “natalizio”, con tanti buoni propositi. Poi quasi due mesi di silenzio assoluto, nonostante l’impegno (disatteso) di riunirsi nuovamente allo stesso tavolo entro la fine di gennaio. E così il sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini, ha scritto alla Regione per chiedere la nuova convocazione del tavolo in tempi brevi. Era stato proprio lui, nel novembre scorso, a farsi promotore della lettera firmata dai colleghi dei 18 Comuni toccati dalla Fi-Pi-Li, indirizzata al presidente della Regione Enrico Rossi, all’assessore Vincenzo Ceccarelli e al presidente del consiglio regionale Eugenio Giani. Un documento stilato dopo mesi di confronto, accelerato dalle polemiche per la caduta del cartello di diramazione tra Livorno e Firenze a Cascina, definito dallo stesso Gabbanini «un episodio inaccettabile».

I sindaci avevano dunque chiesto l’istituzione di un tavolo permanente per affrontare tutti insieme una situazione «non più tollerabile. Chi percorre la Fi-Pi-Li – aveva aggiunto Gabbanini – sa quando parti ma non sa quando arriva. Nessuno ha la bacchetta magica, ma bisogna intervenire, a cominciare dalla valutazione dell’eventuale allargamento». A far scattare la molla era stato l’incidente mortale costato la vita la sera del 26 novembre a Roberto Ceccarelli, 74enne di San Piero a Grado, investito da un’automobilista pirata che poi si era costituito nella notte. Quella sera la superstrada andò in tilt e il giorno dopo un banale tamponamento poco prima dell’uscita Pisa Nord Est, causò 6 chilometri di coda, congestionando anche la viabilità secondaria. Una situazione che si ripete quasi quotidianamente, tanto che lo stesso Leonardo Graziani, responsabile del servizio di global service di gestione e manutenzione dei cento chilometri della Fi-Pi-Li (affidato al raggruppamento temporaneo di imprese guidato dalla Avr fino al 2021), aveva invocato la realizzazione della corsia d’emergenza «perché per noi in queste condizioni è impossibile fare più di così. Basta un’auto in panne nell’ora di punta per creare 6-8 chilometri di coda a Pisa e addirittura 15 se accade a Firenze».

Quell’appello dei sindaci non era caduto nel vuoto. E nel giro di pochi giorni arrivò la convocazione del tavolo da parte della Regione (che ha ereditato la Sgc dall’Anas nel 2001): «Ed era stato un incontro importante – spiega Gabbanini – anche se interlocutorio, alla presenza di tutti i soggetti coinvolti, compresi Regione e Avr. A quel tavolo avevamo sottolineato le varie criticità e allo stesso tempo era emersa la necessità di realizzare la corsia d’emergenza, almeno nei tratti dove è possibile farlo. Saranno necessarie risorse importanti, ma la situazione è sotto gli occhi di tutti», con 50.000 veicoli al giorno nel tratto fiorentino, 42.000 in quello pisano e 27.000 in quello livornese. «Dobbiamo fare qualcosa. E proprio in quest’ottica ci eravamo dati appuntamento entro la fine di gennaio». Ma la convocazione non è arrivata: «Ed è per questo che ho scritto nuovamente alla Regione, chiedendo - in tempi rapidi - un nuovo incontro in tempi rapidi nella sede della Avr a Empoli. Quest’arteria è troppo importante, non possiamo aspettare ancora».

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