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In 600 nella Cattedrale di Pisa in nome dell’amore - Foto
L’arcivescovo Benotto alle coppie: «Non bisogna avere paura del matrimonio, ascoltatevi e costruite un luogo sicuro per i figli»
PISA. Una tradizione che si ripete ormai da nove anni, e a cui l’arcivescovo Giovanni Paolo Benotto tiene molto. Un appuntamento fisso che, nel giorno di San Valentino, protettore degli innamorati, l’arcivescovo dà a tutte le coppie di sposi e di fidanzati nella Cattedrale di Pisa. Un’occasione di incontro per dare loro la sua benedizione e celebrare insieme la giornata dell’amore. Un invito al quale, anche quest’anno, hanno risposto in moltissimi.
Più di seicento le persone che giovedì sera, hanno gremito il Duomo, tra fidanzati, coppie sposate e famiglie.
«Una benedizione quella di oggi che vuole dare senso e significato a una giornata della quale si rischia di perdere la vera essenza – spiega Benotto – e la risposta della gente è sempre stata molto bella. Di fatto è forte il bisogno di Dio per chi affronta la vita di coppia, per chi si appresta a vivere l’esperienza del matrimonio, e queste occasioni sono preziose per far sentire loro la nostra vicinanza. Oggi il matrimonio – sottolinea – rischia di assumere le sembianze di una realtà talmente frammentata da poter scoraggiare i più giovani a iniziare questo percorso. Voglio dire loro che il matrimonio si può fare, non bisogna avere paura, ma fidarsi gli uni degli altri. Il matrimonio – conclude – deve essere una realtà che cresce, una casa da costruire non sulla sabbia dei sentimenti, ma sulla roccia dell’amore vero».
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Un’atmosfera di festa e unione, animata dai canti del coro di San Frediano a Settimo, che con le sue venticinque voci, ha fatto cantare tutti i presenti. «Abbiamo scelto in accordo con monsignor Benotto – spiega l’organista del coro Simone Lapi – un repertorio vicino alle persone, che tutti conoscono, in modo da rendere partecipe tutta l’assemblea». Un’assemblea del resto intergenerazionale. Non solo ragazzi e ragazze che si accingono a intraprendere il percorso matrimoniale, ma anche coppie che hanno alle spalle anni e anni di matrimonio. «Bello vedere coppie di fidanzati ma anche di sposi, che ogni anno ritornano e celebrano insieme questo giorno – dice l’arcivescovo nel saluto di benvenuto rivolgendosi alla platea –. In prima fila c’è una coppia con alle spalle ben sessantatré anni di matrimonio e che fedelissima ogni anno viene a questa benedizione perché mi dicono “abbiamo sempre bisogno di essere supportati da Dio per andare avanti e realizzare il nostro cammino insieme”».
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Tante le famiglie e i bambini, «padri e madri che crescono insieme, che devono ascoltarsi a vicenda, per costruire un luogo sicuro e forte, dove accudire i loro figli». L’invito all’ascolto è stato uno dei tanti temi toccati dall’arcivescovo nel suo discorso. «È importante ascoltare l’altro. Proprio in un momento come questo fatto di tante parole e di poco ascolto, dove non c’è dialogo e non ci mettiamo nei panni dell’altro. Siamo tutti diversi ma solo insieme, con l’amore, riusciamo ad affrontare il cammino della vita». Dopo la benedizione, al termine della cerimonia, monsignor Benotto ha salutato una per una le coppie presenti e, come lo scorso anno, ha consegnato a ciascuna un ricordo della serata. Un segnalibro dove scrivere i propri nomi per completare il messaggio “Io costruisco con te la nostra casa in Cristo roccia viva”. «Non avevamo mai partecipato a questa celebrazione – confidano Andrea e Francesca uscendo dalla Cattedrale – ma siamo stati felici di trovare tantissimi giovani. Abbiamo preferito venire qui nella giornata degli innamorati invece di regalarci cioccolatini o fiori. Vedere poi che tante altre coppie hanno avuto la stessa nostra idea ci ha fatto molto piacere. Essere qui tutti insieme ci dà ancora più forza». —
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