Lutto
Palpeggiava l’amica della figlia: condannato
Pena di 4 anni e 2 mesi per un sessantenne. Nel pc trovati video in cui si vede l’uomo toccare le parti intime della bimba
PISA. C’erano i video con la mano di lui che si allungava sul corpo di quella bimba, l’amichetta di sua figlia. E poi c’erano le confidenze della piccola. Precise, dettagliate, chiare in un’esposizione che ha convinto gli inquirenti dopo averle vagliate e verificate. Racconti credibili di quando restava sola con quello che pensava fosse un amico di famiglia, quasi un parente. Alla fine le attenzioni di un piccolo imprenditore, sessantenne pisano, verso l’amica della figlia si sono tradotte in una condanna a 4 anni e 2 mesi per violenza sessuale aggravata. Assolto, invece, per la detenzione di materiale pedopornografico. La sentenza (pubblicata dal Tirreno nell'edizione di giovedì 14 febbraio) è arrivata nel primo pomeriggio di mercoledì 13 febbraio. L’ha pronunciata il gup Anna Liguori del Tribunale di Firenze (pm Ornella Galeotti) al termine della discussione delle parti nel giudizio con rito abbreviato chiesto dall’imputato (omettiamo il nome per non rendere riconoscibile la parte offesa, ndr) difeso dall’avvocato Carlo Porcaro D’Ambrosio. Il giudice nel dispositivo del verdetto ha anche riconosciuto una provvisionale di 10mila euro a favore della parte civile, la ragazza nel frattempo diventata maggiorenne assistita dall’avvocato Concetta Gugliotta. La storia copre un arco temporale ampio, dal 2011 al 2016. Un periodo durante il quale stando alla versione dell’allora minorenne, il padre della sua compagna di scuola la guarda con occhi tutt’altro che paterni. Non ci sono assalti sessuali violenti, intesi come aggressioni fisiche. Le avances si confondono con le carezze dell’amico. E così arrivano i palpeggiamenti, gli strofinamenti delle parti intime dell’uomo sul corpo della bimba. Succede in casa quando la piccola va a fare i compiti dall’amica. E le occasioni si ripetono anche d’estate quando le ragazzine vengono portate sulle spiagge del litorale. I genitori si fidano del sessantenne. E gli affidano la loro figlia, pensando di non avere niente da temere. Un’idea che neanche prendono in considerazione quella che poi è diventata una denuncia per violenza sessuale. Il processo ha messo a fuoco un’altra storia. Quando la ragazzina, adolescente, confida agli insegnanti come e dove si allungano le mani dell’amico di famiglia, si innesca il percorso concluso ieri con la sentenza di primo grado. La mamma affronta a muso duro il sessantenne che nega qualunque accusa. Dopo la sfuriata, però, cancella dal computer foto e video, anche della bimba. Tentativo di corto respiro. I tecnici incaricati dalla Procura di Firenze (competente per quel tipo di reato su minori) riescono a recuperare il materiale. E allora compaiono diversi filmati in cui la mano dell’uomo si posa dove non dovrebbe. Il tono è scherzoso, il significato del gesto meno. Finisce anche quello nel carico di accuse affrontate con il rito abbreviato che in primo grado è una condanna per violenza sessuale su una ragazzina che non aveva ancora 14 anni. —
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