Il Tirreno

Pisa

poltrona a rischio 

Da Haring alle foibe, ora Buscemi è in bilico

Francesco Loi
Da Haring alle foibe, ora Buscemi è in bilico

Malumori in Comune e nella Lega dopo il “caso Doroni”. Telefonata di fuoco del deputato Ziello all’assessore, Conti deluso

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PISA. Finora ha resistito con tenacia ad ogni polemica, ad ogni contestazione di piazza, ad ogni raccolta firme. Sembrava aver sorpassato di tutto e di più, anche le personali vicende giudiziarie. Ma ora il caso-Doroni rischia di essere la goccia che fa traboccare il vaso. In sette mesi da assessore Andrea Buscemi si è preso spesso e volentieri la scena, ma non per i motivi che avrebbe voluto. Dentro Palazzo Gambacorti l’aria attorno alla sua stanza è pesante. Ma anche al piano superiore dove ci sono i locali del gruppo consiliare della Lega, il suo partito.

Si racconta, in particolare, di una telefonata di fuoco che avrebbe ricevuto dal deputato Edoardo Ziello, con almeno parte della conversazione ascoltata da altri in vivavoce. Ma anche Michele Conti, un episodio dopo l’altro, viene descritto assai contrariato nei confronti di Buscemi. Eppure il sindaco finora era stato irremovibile nella difesa del suo assessore, anche di fronte alle ripetute contestazioni promosse soprattutto dall’associazione Casa della Donna.

Il caso-Doroni però potrebbe essere un punto di non ritorno. Il docente Stefano Doroni era stato individuato da Andrea Buscemi tra i protagonisti principali di una delle cerimonie ufficiali del Comune in occasione del Giorno del Ricordo. Ma subito è scoppiata la polemica per le frasi ingiuriose che Doroni ha scritto su Facebook contro l’ex ministro Cecilie Kyenge, migranti, Anpi e rom. Il professore ha poi chiesto scusa in una lettera pubblica, ma ormai la frittata era fatta, tanto da richiedere persino l’annullamento dell’iniziativa.

Sia Conti che Ziello sono stati costretti a parlare di questo anche domenica mattina alle cerimonie ufficiali di fronte ai tanti, e tra loro anche rappresentanti delle istituzioni, che hanno chiesto lumi su quanto avvenuto.

Questa situazione si aggiunge ai tanti episodi («ora si può dire troppi», si sente nelle stanze del Carroccio) che vengono imputati all’assessore Buscemi. Dalle frasi contro il murale di Haring quando ancora non era stato nominato in giunta all’iniziativa con Vittorio Sgarbi, letta dai più come un tentativo di rimediare, ma trasformatisi in un’ulteriore occasione di polemica dopo le affermazioni del critico d’arte. E poi le accuse arrivate dallo street artist Ozmo sull’organizzazione della mostra e le attenzioni (non) ricevute dall’amministrazione.

Anche dai colleghi di partito filtrano malumori che ormai escono dalle segrete stanze. «Ai nostri gazebo non si vede mai» è una delle critiche. Oltre «all’imbarazzo dei consiglieri comunali che di continuo ricevono mozioni che discendono dai comportamenti e dalle scelte dell’assessore», ultima un’interrogazione di Olivia Picchi (Pd) sul caso-Doroni. Nei corridoi del Carroccio girano anche nomi di possibili sostituti. Uno è quello della consigliera Maria Punzo. Ma si parla anche di contatti con una personalità del mondo accademico. —

Francesco Loi

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