Il Tirreno

Pisa

Pisa celebra Galilei ma lascia in magazzino per anni la scultura che lo commemora

Daniela Salvestroni
A destra la scultura quando ancora si poteva ammirare all’esterno dello scalo pisano, a sinistra la cassa dove è conservato il mappamondo
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A destra la scultura quando ancora si poteva ammirare all’esterno dello scalo pisano, a sinistra la cassa dove è conservato il mappamondo

ll grande mappamondo donato dalla Saint Gobain fu danneggiato nel 2008. Da allora è “abbandonato” in una cassa

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PISA. La città si appresta a celebrare la nascita di Galileo Galilei, avvenuta il 15 febbraio 1564, ma un monumento dedicato allo scienziato pisano, donato alla città dalla Saint Gobain nel 1989 giace abbandonato in un deposito. Si tratta di un grande mappamondo di circa 2 metri in vetro Dallas, opera delle maestranze della Saint Gobain su progetto dell’artista Ugo Signorini. Sulla base in cemento era riportata l’iscrizione: “A Galileo Galilei, scienziato pisano, dono della Saint Gobain alla città nel centenario della sua presenza a Pisa: 1889 – 1989. Iniziativa del comitato promosso dal Comune e dal Rotary Club Pisa Galilei”. Sulla mezzaluna di bronzo a sostegno del mappamondo erano riportate le parole dello scienziato: «Quel cielo, quel mondo, quello universo».

L’allora presidente del Rotary club Pisa Galilei, Muzio Salvestroni, aveva istituito un Comitato d’onore di cui facevano parte il sindaco Giacomino Granchi, il rettore dell’Università di Pisa Gianfranco Elia, il Comandante della 46esima Brigata Aerea generale Battisti, il presidente del Cnr di Pisa Luigi Donato, il direttore dell’aeroporto Galilei Alessandro Carrozza e il presidente della Camera di commercio Pierfrancesco Pacini. Il monumento fu collocato nel piazzale antistante l’aeroporto Galilei e inaugurato il 15 dicembre 1989 con una cerimonia alla quale parteciparono il sindaco, il prefetto, l’Arcivescovo, l’amministratore delegato della Saint Gobain ing. Ferretti, il direttore dell’aeroporto Galilei Carrozza e le più alte autorità civili e militari della città. Ma nel 2008, in occasione del raddoppio della corsia della FiPiLi, l’allora amministratore delegato della Sat Pier Giorgio Ballini diede disposizioni alla ditta Fig di Pietrasanta, incaricata dei lavori, di rimuovere il monumento e di portarlo in un deposito. Ma la rimozione non venne fatta a regola d’arte e il monumento venne danneggiato. Da quel giorno in tanti si sono occupati che il monumento venisse restaurato e ricollocato, a partire dal Rotary club Pisa Galilei. «Sono stato testimone di questa storia un po’ assurda – racconta al Tirreno l’artista Gianni Lucchesi – Venni chiamato dal Rotary club Pisa Galilei per valutare il restauro del monumento quando era sempre nel piazzale di fronte all’aeroporto. Nel 2008 venne rimosso in occasione dei lavori di raddoppio della corsia della superstrada e fu danneggiato dal granchio con cui venne sollevato maldestramente. Venni così richiamato dal Rotary Pisa Galilei perché andassi nel deposito della ditta Fig di Pietrasanta a verificare i danni subiti. Trovai il mappamondo di vetro Dallas semi distrutto. Le parti in bronzo erano state invece messe in un magazzino dell’aeroporto. Ho presentato vari progetti di restauro al Comune e alla Sat, ma il monumento non è stato mai restaurato. Sono ancora in attesa che la situazione si sblocchi, anche perché è l’unica grande opera che testimonia la tradizione vetraria pisana».

Andrea Serfogli si è occupato del caso appena nominato assessore comunale. «Il problema della proprietà fu presto risolto – spiega al Tirreno Serfogli – Il monumento era di proprietà del Comune, ma era stato collocato in un’area della Sat. Quando fui nominato assessore il monumento era già stato rimosso, danneggiato e portato nel deposito di Pietrasanta. Mi sono attivato per il restauro e per ricollocarlo in un’altra area, che poteva essere la Cittadella Galileiana oppure una galleria coperta, perché fosse riparato dalle intemperie. Ci furono alcuni contatti con la Sat. Il Comune aveva dato la disponibilità di risorse per il restauro e anche la Sat si rese disponibile, ma la cosa non ebbe seguito, perché la disponibilità della Sat non si concretizzò mai». E da Palazzo Gambacorti ci fanno sapere che «l’amministrazione comunale è disponibile ad approfondire la questione e capire, insieme ad altri soggetti economici da coinvolgere, se ci sono le condizioni per riportare alla fruizione pubblica un’opera meritoria che fu donata alla città nel 1989 e che alla città deve essere restituita».

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