Il prof dà la colpa a Facebook: «Non dovevo scrivere»
Tutto inizia su Facebook e, alla fine, Stefano Doroni sembra dare la colpa al social. Il professore è intervenuto ieri, con una nota stampa, sulle polemiche scatenate dalla sua presenza all’evento sulla commemorazione delle Foibe dopo le frasi choc scritte sul suo profilo: la Kyen-ge? «Una scimmia berciante»; l’Anpi? «Un bubbone», «da gettare ai cani randagi»: i rom sgomberati a Gallarate? «Purtroppo non spuntano oggetti atti a fracassare i loro sudici crani». Frasi per le quali Doroni si scusa: «Ho sbagliato, non avrei dovuto usarle. L’uomo sbaglia e quando lo fa deve ammetterlo. Non sto mutando le mie opinioni, ma pur nella differenza di pareri e convinzioni, ancora una volta prendo le distanze da quelle mie espressioni che sono e restano inaccettabili ». Il tutto perché, per il professore, «le parole sul mio account facebook, sono le parole di un privato cittadino che si sfoga malamente». —
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