La manifestazione
Spuntino all’ospedale col sovrapprezzo se sei un paziente
Al bar Hermes nel padiglione 10 paghi a seconda di chi sei. Sconti agli “interni”, i clienti: «Ai medici sempre vantaggi»
Stesso prodotto, due prezzi. Entrambi non astronomici, ma neanche economici. Accade al bar Hermes dell’ospedale di Cisanello. Nel punto di ristoro nel padiglione 10 paghi a seconda di chi sei. Se sei un medico o fai parte del personale “interno” spendi dai 10 ai 95 centesimi in meno su pezzi dolci e salati rispetto a pazienti e loro accompagnatori.
Una differenza di costo che accade anche in altre realtà: spesso a determinate categorie è applicata una scontistica particolare, soprattutto quando i servizi sono dati in gestione a ditte esterne. Ma nel bar di Cisanello, nonostante sulla vetrina campeggino le scritte “Coffee & friends” e “sei a casa”, lo si fa in maniera antipatica: mettendo il doppio prezzo in bella mostra. E non è tutto: di fatto, il bar Hermes ha “colonizzato” anche la sala d’attesa prospiciente al suo lotto. E qui si nota un’altra differenza: mentre nel locale si fa la differenziata, all’esterno si usa un solo bidone per tutti i rifiuti (vedi articolo a destra).
Il punto ristoro nel padiglione 10 del policlinico è gestito dalla Hermes srl. Si tratta di una ditta di Rovereto, in provincia di Trento, specializzata nella ristorazione con punti vendita in aree di servizio autostradali e diversi ospedali. Oltre che a Cisanello, si possono trovare locali gestiti dalla Hermes anche al Santa Chiara di Pisa e al Felice Lotti di Pontedera. L’altro bar ospedaliero appaltato all’azienda trentina è, di fatto, a casa sua: nell’ospedale Civile di Trento.
Così come legata al Trentino è l’attività di ristorazione autostradale. È infatti concentrata sull’autostrada del Brennero con gli autogrill Campogaliano est (in provincia di Modena), Garda est (provincia di Verona), Nogaredo est e ovest (Trento), Paganella est e ovest (Trento). Unica eccezione è Irpinia nord sull’A16, un’area di sosta alle porte di Avellino, in Campania.
E i prezzi del bar di Cisanello sembrano come quelli di un autogrill. Nulla di esagerato in un senso o nell’altro, dunque, ma qui c’è, come già detto, quel doppio prezzo che crea più di una confusione.«Scusi, ma la focaccia rustica non costa 3,30 euro?», chiede una paziente. «Quello signora è il prezzo per i medici, lei spende 4,10», risponde la cassiera. «Si deve essere sbagliata, nel cartello c’era scritto che il cornetto costa 80 centesimi», chiede poco un signore. «Mi spiace, ma quello è il prezzo per i dipendenti dell’ospedale, il costo normale è 1,15 euro».
Insomma, un caos, che genera anche qualche malumore. E di questi tempi ci vuole poco per passare da lavoratori a facenti parte di una “casta”: «A questi medici concedono sempre dei vantaggi», borbotta un cliente del bar.
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