La protesta
Le associazioni dicono no al mercato coperto I negozianti divisi
Le reazioni alla proposta lanciata dal sindaco Conti sul Tirreno «Così riqualifichiamo la zona». «Non ci sono spazi adeguati»
«La Leopolda è un progetto che appartiene alla città, cancellare i progetti in cantiere sarebbe una scelta penalizzante». A sostenerlo è l’ufficio di presidenza della Stazione Leopolda rispondendo alla proposta la sul Tirreno dal sindaco Michele Conti di trasformare l’ex stazione ferroviaria in un mercato al coperto.
«Convocheremo una nuova assemblea delle associazioni culturali e di volontariato che compongono la Casa della Città Leopolda per condividere la situazione. La Leopolda è un progetto che appartiene alla città ed eventuali proposte in grado di potenziare la sua funzione sono benvenute, ma cancellare le iniziative e i progetti in cantiere risulterebbe una scelta penalizzante. Ci auguriamo che sia possibile trovare un dialogo positivo con l’amministrazione», prosegue la presidenza che chiede al sindaco di convocare un’assemblea pubblica per chiarire i progetti del Comune e il futuro della struttura.
L’idea del primo cittadino divide intanto i commercianti ed alimenta il dibattito. «Per gli esercenti sarebbe un dramma eliminare le manifestazioni organizzate alla Leopolda – dicono Federica Bianchi e David Samminiatesi del negozio Balloon express di piazza Guerrazzi –. Se il progetto riesce però a movimentare l’area e a portare lavoro per le attività commerciali allora ben venga, ma per farlo occorre riorganizzare la viabilità e i parcheggi perché altrimenti rischia di essere un’operazione fallimentare».
L’idea del primo cittadino è di riorganizzare gli spazi dell’ex stazione voluta a metà Ottocento dal Granduca Leopoldo II e trasformarla in un mercato al coperto sull’esempio di quello di San Lorenzo a Firenze. Per la struttura sarebbe un ritorno al passato. Nel 1929 l’edificio iniziò infatti ad ospitare il mercato ortofrutticolo (poi trasferito alla fine degli anni ‘90 a Ospedaletto), le cui uniche tracce restano impresse sull’ingresso di via Cattaneo, dove è ancora presente la scritta “Mercato centrale”.
«Non ci sono spazi adeguati, né parcheggi sufficienti per una simile operazione», evidenzia Tonino Baselice dell’alimentari “Il Portone” di via Cattaneo. «La Leopolda deve rimanere uno spazio culturale – aggiunge Elisabetta Del Padrone –. Pisa è una città con un’alta presenza di supermercati. Occorrono negozi di vicinato, soprattutto per soddisfare le esigenze degli anziani. Un mercato al coperto significherebbe ulteriore concentrazione a scapito dei piccoli commercianti e di una fetta di cittadini».
«Adottare vecchie soluzioni per valorizzare un luogo è spesso la migliore strada – dice invece Giorgio Baldassari dell’omonima edicola di via Croce –. È una buona idea, soprattutto perché la Leopolda non è un posto adatto per ospitare manifestazioni di un certo livello».
«È una proposta positiva, soprattutto se il progetto ricalca quello del mercato di San Lorenzo, che riesce ad attirare una gran quantità di visitatori e clienti – conclude Andrea Cultrera del negozio Elettricità Bendinelli di piazza Guerrazzi –. Occorrono soluzioni alternative e innovative per far uscire Pisa dall’immobilismo e il progetto potrebbe essere l’occasione per riqualificare l’area». –
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