Il dolore
I cittadini di Porta a Lucca diventano “sentinelle”
Al via il progetto “sguardo di vicinato” nel quartiere che sarà suddiviso in quattro aree con altrettanti referenti
Occhi ben aperti, lo “Sguardo di vicinato” è sbarcato ufficialmente anche a Porta a Lucca. La sala del cinema Arena, concessa dal parroco don Carlo Campinotti, ha tenuto a battesimo venerdì la presentazione ufficiale del progetto e l'attivazione della prima chat su whatsapp. Un incontro promosso dall’associazione Sguardo di Vicinato, con la presidente Alessandra Orlanza, il vice presidente Michele Fabozzi, il vice questore Paolo Pizzimenti e l’ispettore Leonardo Nocchi del distaccamento Pisa-Nord-Ovest della Municipale. Un momento per fare il punto della situazione, confrontarsi con le forze dell’ordine, ma soprattutto cominciare a buttare giù una lista di nomi e numeri telefonici. Perché lo “Sguardo di vicinato” è una catena di persone, che attraverso il proprio numero telefonico, si mettono al servizio del proprio quartiere, ma nello stesso tempo forniscono un supporto efficace per le forze dell’ordine.
Concetto quest’ultimo spiegato molto bene dal vice questore Pizzimenti. «Lo Sguardo di vicinato – ha detto – è un modo se vogliamo per far sì che le informazioni più importanti arrivino alle forze dell’ordine. Se io vedo delle persone sospette o una macchina sospetta nei pressi della mia abitazione io ho paura ed ho paura per le persone a me vicine. La chat quindi rappresenta un modo per sentirsi più sicuri dando informazioni a chi è in grado di poterle verificare, cioè le forze dell’ordine. L’aiuto dei cittadini è quindi importante nella consapevolezza ben chiara che di fronte a reati il cittadino deve sempre rivolgersi al 112 o al 113». «Il quartiere - hanno ribadito Orlanza e Fabozzi – è ampio e suddiviso in quattro aree e quindi con quattro referenti ben distinti. Sarà poi il referente scelto ad informare le forze dell’ordine su quanto accaduto. Inoltre chi volesse saperne di più è a disposizione la mail sguardodivicinatopisa@gmail.com». L’associazione resta in attesa di un incontro con il nuovo prefetto per coordinare tutta l’azione dei volontari già presenti ed attivi in diversi quartieri cittadini. —
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