Il Tirreno

Pisa

il braccio di ferro 

Ordinanze anti-bus al Galilei, il Tar dà ragione al Comune

Francesco Loi
Ordinanze anti-bus al Galilei, il Tar dà ragione al Comune

Accolto il ricorso contro Enac: l’amministrazione ha competenza sulle strade intorno allo scalo aeroportuale. Ma il provvedimento non viene applicato

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PISA. Se vuole, il Comune ha tutto il diritto di impedire che i bus non raggiungano l’area antistante l’aeroporto Galilei obbligandoli ad utilizzare il parcheggio scambiatore del People Mover. Nella battaglie delle ordinanze anti-bus interviene la sentenza del Tar Toscana, che ha accolto i ricorsi del Comune, della Pisamo e della Pisamover (la società concessionaria del servizio di navetta) contro l’Enac, l’ente nazionale per l’aviazione civile. In pratica, il tribunale risolve a favore di Palazzo Gambacorti il braccio di ferro con Enac su quale fosse l’ente più forte, in termini di competenza, nella zona oggetto del contendere. Di fatto, dovendo i bus utilizzare strade comunali per raggiungere l’aeroporto, dice il Tar, il Comune è l’unico soggetto competente. Mentre l’Enac si ferma nelle aree aeroportuali

La sentenza è un successo morale soprattutto della precedente amministrazione, quella a guida Filippeschi (Pd). L’attuale, a trazione leghista, pur mantenendo l’ordinanza, sin dal suo insediamento ne ha allentato gli effetti, se non azzerato, non disponendo in maniera sistematica pattuglie della polizia municipale a bloccare l’arrivo dei bus allo scalo. Resta da sciogliere il nodo principale che aveva indotto la giunta Filippeschi ad emettere l’ordinanza: riportare sulla navetta quote di utenti in linea con quanto previsto dagli accordi alla base del progetto People Mover e della possibilità di avere i finanziamenti europei.

In ballo ci sono soprattutto le 500-600mila persone all’anno che si muovono tra l’aeroporto di Pisa e Firenze, e viceversa, scegliendo i bus privati di società quali Autostradale e Caronna (con percentuale sugli introiti a favore di Toscana Aeroporti). Secondo i conteggi, se questi utenti prendessero il People Mover, pagando il biglietto, i bilanci della Pisamover si avvicinerebbero al pareggio. Senza quel rosso, probabilmente intorno ai 2 milioni di euro, che preoccupa il Comune dovendosene eventualmente fare carico con i propri bilanci. Tanto che il sindaco ha fatto costituire una task-force tra dirigenti di Palazzo Gambacorti per cercare di dipanare la matassa.

Intanto il Tar ha messo un punto sul balletto delle competenze. L’atto di Enac, mirando ad annullare gli effetti dell’ordinanza comunale anti-bus, ordinava «che a tutti gli autobus diretti presso le aree di sosta e fermata individuate dai provvedimenti legalmente dati da questa autorità aeronautica in materia di circolazione» venisse «garantito l’accesso in modo incondizionato». Per il tribunale non è così. L’ordinanza anti-bus, si legge nella sentenza, è stata emanata «in asserita attuazione dell’accordo di programma sottoscritto il 13 aprile 2011 nella parte in cui prevedeva la realizzazione di un sistema automatizzato di shuttle per collegare il centro di Pisa con l’aeroporto».

Inoltre specifica che «i provvedimenti limitativi della circolazione veicolare all'interno dei centri abitati sono, peraltro, espressione di scelte discrezionali dell’amministrazione». Dunque con la sua ordinanza, prosegue il Tar, «l’Enac è andato a disciplinare aree che esorbitano dall’ambito aeroportuale, con l’intento di porre nel nulla le prescrizioni contenute nella precedente ordinanza dell’amministrazione comunale che prevedeva che i bus, nel rispetto dell’Accordo e degli atti conseguenti, devono raggiungere il people mover, affinché quest’ultimo possa trasportare i passeggeri direttamente all’interno dell’aeroporto di Pisa». La conclusione? «L’Enac non aveva i poteri per adottare l’ordinanza» ed è stata condannata al pagamento, nei tre casi, delle spese di lite (2mila euro) oltre oneri di legge. —

Francesco Loi

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