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Ghimenti: «Siamo tornati a sperare nella solidarietà»

V.L.
Ghimenti: «Siamo tornati a sperare nella solidarietà»

Amministratori sempre in prima linea con i cittadini Il sindaco di Calci: «Il fuoco ci ha tolto mezzo monte, ma  ci ha dato il senso di comunità» 

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calci. C’è il monte “sano”, la parte scampata alle fiamme. Poi una linea di confine netta dove il verde diventa nero. E anche se il colpo d’occhio dalla “panchina degli innamorati” - poco sotto le antenne sulla vetta del Serra - restituisce una natura che si sta rialzando, un territorio dove l’uomo ha “messo le mani” per proteggerlo e aiutarlo a rinascere, il dolore per aver perso boschi, ulivi, attività produttive e case resta grandissimo. Sono passati poco più di 4 mesi dalle fiamme che nella serata del 24 settembre, appiccate da una mano criminale e alimentate da un vento furioso, si sono mangiate un pezzo del Monte Pisano. «Ho cominciato il mio mandato dieci anni fa con un incendio di grandi dimensioni e lo finisco con un incendio di dimensioni ancora più grandi» dice il sindaco di Vicopisano, Juri Taglioli. Nelle sue parole l’amarezza e la sofferenza per l’accaduto ma anche la forza di un amministratore pubblico di un piccolo comune che si trova a gestire una emergenza con risorse insufficienti. Eppure c’è anche la forza, la determinazione di chi ha deciso di andare avanti nonostante tutto, «impegnandosi nella messa in sicurezza ma anche nell’assicurare una sistemazione a chi aveva perso anche la casa, organizzando il calendario degli eventi di solidarietà solo per fare qualche esempio - racconta l’assessore calcesana Valentina Ricotta - Un lavoro che ha tolto tempo alle famiglie e agli affetti». Ma che senza sosta gli amministratori dei territori colpiti dalle fiamme hanno portato avanti incoraggiati ora anche dai risultati della campagna del Fai. «Ci ha fatto sentire meno soli tutta questa solidarietà che abbiamo vissuto, quella di chi ha raccolto le firme e di chi le firme le hanno messe. C’è stata la solidarietà e la vicinanza di chi ha donato qualche euro per chi ha avuto le case distrutte e di tutti coloro che hanno passato il loro tempo, i sabati e le domeniche, a lavorare nei poderi privati per riaprire le canalette e ripulite i terreni. Il fuoco ci ha tolto mezzo monte, una cosa enorme, ma ci ha dato il senso di comunità forte e la possibilità di tornare a sperare nella solidarietà». Sul piano economico non sono mancati i primi sostegni istituzionali. Il Comune di Calci, pur piccolissimo e con un bilancio ristretto, ha messo in campo risorse proprie (compresi 70mila euro provenienti dall’assicurazione) come subito ha fatto anche la Regione per circa 1.800.000 euro. Ma Ghimenti e Taglioli, come ormai fanno da settimane, non possono accontentarsi: «C’è chi deve ancora fare la propria parte», tornano a dire rivolgendosi al governo. E la speranza è che anche la visibilità data dal Fai al Monte Pisano riesca a suggerire un percorso che restuisca alla montagna e a chi ci vive quanto è andato perduto. — V.L.

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