Finanza
Pusher e pregiudicati come clienti: chiuso minimarket in centro
Il provvedimento del questore impone lo stop per 15 giorni L’ambiente diventato abituale ritrovo anche di clandestini
PISA. Era diventato un punto di ritrovo per spacciatori e pregiudicati.
Condizioni da codice penale macchiato spesso accompagnate da stati di clandestinità a livello di permesso di soggiorno per i frequentatori immigrati.
La risposta della questura, mettendo insieme i dati frutto dei controlli anche da parte dei carabinieri, è stata quella di chiudere il minimarket che si trova in via Consoli del Mare.
Il provvedimento con cui viene imposta l’abbassamento della serranda, con relativa sospensione della licenza, per 15 giorni porta la firma del questore Paolo Rossi.
La motivazione è alla base di una campagna di controlli lanciata per contrastare quella microcriminalità da cui poi nascono spaccio e risse tra bande.
«Le frequentazioni di quel locale costituivano un pericolo per l’ordine pubblico, la moralità pubblica e il buon costume e la sicurezza dei cittadini» spiegano in questura.
Altri interventi sono previsti su esercizi pubblici che nel tempo si sono trasformati in punti di appoggio per sbandati e pusher in attesa di clienti.
Il servizio è stato concluso dalla squadra volanti con la polizia amministrativa «per accertare o meno la presenza di pregiudicati o persone pericolose all’interno dei locali pubblici».
Nel minimarket in questione, a ridosso di piazza dei Cavalieri e in piena area di spaccio, la polizia aveva trovato nei giorni scorsi un pregiudicato italiano che non doveva stare a Pisa a causa di un foglio di via. Lo hanno perquisito trovandogli un coltello che gli è costato una denuncia per porto abusivo di arma.
A quel punto il minimarket è stato messo sotto osservazione per capire che tipo di clientela lo frequentasse.
Incrociando i dati in possesso di polizia e carabinieri, ottenuti attraverso le identificazioni giornaliere di chi entrava, ritenuto sospetto o pericoloso, gli investigatori hanno appurato che il locale era diventato l’abituale ritrovo di pregiudicati ed extracomunitari irregolari con precedenti per spaccio, furti e rapine. Di qui la chiusura per 15 giorni decisa dal questore. —
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