Attenzione
Bandini: «Il Monte Serra aveva e ha bisogno di noi: non dimentichiamolo»
Il calcesano doc è intervenuto a Milano in rappresentanza di tutti coloro che in questi mesi hanno raccolto voti per il territorio
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CALCI. «Il Monte Pisano aveva bisogno di noi e ha ancora bisogno di noi perché rischia davvero, passato il clamore dei primi giorni, di essere dimenticato». Simone Bandini è un calcesano doc, da generazioni. È toccato a lui, giovedì mattina a Milano, prendere la parola per rappresentate i tanti, tantissimi, che si sono rimboccati le maniche per consentire al Monte Pisano di guadagnare la prima posizione nella campagna “I luoghi del cuore” del Fai. «A braci ancora fumanti - racconta - è partita una mobilitazione enorme, al di sopra di ogni aspettativa. Un passaparola incessante attraverso i social ha fatto piovere sul Monte Pisano migliaia di voti in poche ore e nel giro di una settimana abbiamo scalato la classifica».
L’idea di partecipare alla campagna del Fai è nata in seno all’associazione Amici della Certosa di Calci che già nel 2014 aveva partecipato e vinto. «Volevamo fare qualcosa senza essere ripetitivi rispetto ad altre iniziative che subito dopo l’incendio si stavano organizzando - spiega ancora Bandini - ci siamo lasciati dopo la prima riunione sul da farsi sperando di arrivare a raccogliere almeno 2000 voti». Ne sono arrivati quasi 115mila. «Sinceramente avremmo volentieri fatto a meno di partecipare ai Luoghi del cuore, perchè la nostra assenza avrebbe significato un Monte Pisano ancora verde e rigoglioso - continua - Invece in pochi giorni un’intera comunità si è stretta intorno ai propri monti, abbracciandoli come meglio poteva».
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Lo scopo dell’associazione, presieduta da Fabiola Franchi, era ed è quello di mantenere alta l’attenzione sul Serra ferito dalle fiamme. Una missione per la quale l’associazione ha trovato tanti preziosi alleati: «Capitava di arrivare nei bar, nei negozi per chiedere se potevamo lasciare un modulo per la raccolta delle firme e spesso ci mostravano di averli già in bella mostra pronti per essere firmati. È anche capitato - continua Bandini - che una signora anziana, dopo aver firmato a un banchetto allestito dall’associazione in un centro commerciale si sia fermata con le signore che erano lì a prendere i voti e si sia messa a brontolare chi, tra le persone che andavano e venivano dal supermercato magari in tutta fretta, non si fermava a firmare».
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«Il secondo posto ottenuto dalla Certosa nel 2014 - aggiunge - ci ha portato fortuna perché oltre ad aver ricevuto dal Fai e da Banca Intesa dei finanziamenti per il restauro del Chiostro del Capitolo abbiamo anche ottenuto oltre 6 milioni di euro dal Mibact che hanno permesso di avviare importanti restauri della copertura della Certosa. Ci auguriamo che la stessa cosa possa accadere ora per il Monte Pisano». Auspicio condiviso dai primi cittadini dei comuni maggiormente colpiti dalle fiamme e da quelle famiglie che nel rogo hanno perso davvero tutto. —
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