Attenzione
«Zingaretti ridarà forza al Pd e non farà un nuovo Pds»
PISA. «C’è voglia di cambiare, c’è bisogno di “forte discontinuità”, come ha detto recentemente Enrico Letta, per il partito e per l’Italia». Il Pd avanza verso il 3 marzo, giorno delle primarie per la scelta del segretario nazionale. Andrea Pieroni, consigliere regionale, spiega la scelta dei lettiani di sostenere Nicola Zingaretti e la posizione dei cattolici dentro un Pd definito da molti con asse che si sta inclinando a sinistra.
Pieroni, Zingaretti a Pisa ha raccolto il 55,16%: cosa significa per lei?
«Un segnale concreto. Un risultato frutto di un pluralismo vero che vede in Zingaretti l’ancora più robusta per rigenerare il Pd annichilito e stremato dal “turborenzismo” e dagli scissionisti di professione».
Perché Zingaretti?
«Per l’idea-forza espressa dal titolo della mozione “Prima le persone”, dalle quali il Pd si è allontanato troppo. Perché si pone l’obiettivo di rigenerare il Pd. E perché più di altri si propone di superare il “renzismo”, che da opportunità è divenuta la “sciagura” del Pd, per il leaderismo sfrenato e cocciuto, l’incapacità di ascoltare, dar ruolo ai corpi intermedi e fare squadra».
E per quanto riguarda le proposte politiche?
«Condivido la sua idea di ridare slancio al sistema delle autonomie locali, rifuggendo la tentazione, coltivata anche recentemente, della scorciatoia centralistica».
Ma con Zingaretti il Pd tornerebbe ad essere il Pds, come qualcuno dice?
«Assolutamente no. Uso le sue parole: non serve un generico spostamento del Pd più a sinistra. Serve una ricollocazione politica, sociale e programmatica».
Si discute molto di un nuovo partito dei cattolici...
«Da cattolico credo che l’idea di un partito confessionale sia anacronistica. L’ultima esperienza dopo la Dc è stata quella del Partito Popolare, che ottenne al massimo l’11% alle elezioni del 1994. Mi preoccupa invece che cattolici praticanti dichiarino di votare per la Lega di Salvini, le cui posizioni su taluni temi (immigrazione, accoglienza) sono antitetiche rispetto ai valori del messaggio cristiano. Ecco perché credo che sia questa la stagione di un rinnovato impegno dei cattolici: su questo dovrebbero lavorare le strutture organizzate della Chiesa per sensibilizzare e formare, lasciando all’autonomia dei laici il campo delle opzioni partitiche e di schieramento». —
F.L.
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