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Truffa ai danni dell’Aoup, restano i sei mesi inflitti all’ex medico di Cisanello

P.B.

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PISA. Resta la condanna della Corte d’Appello a 6 mesi riferiti a due episodi di truffa per il medico, ex Aoup, Giovanni Paolo Artini, 59 anni, originario di Arezzo.

La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del dottore che in primo grado fu condannato a un anno e mezzo per truffa, ma assolto dalle accuse di peculato e falso ideologico. Alcuni episodi si sono estinti prima della sentenza d’appello. Due gli episodi rimasti in piedi e che per la Cassazione configurano il reato di truffa. Secondo l'accusa per l'azienda ospedaliera il dottore figurava come presente al Santa Chiara o prendeva parte a congressi internazionali quando, invece, negli stessi giorni in cui risultava al servizio per l'Aoup prestava la sua opera professionale da privato in cliniche private o partecipava a convegni. Due gli episodi accertati: «La condotta del 24 agosto 2011 con la presenza di una scheda di laboratorio relativa a prestazioni sanitarie irrogate alla paziente (omissis, ndr) presso la casa di cura San Rossore mentre contemporaneamente l'imputato risultava formalmente presente presso l'Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana. Per quanto riguarda la condotta del 10 giugno 2011, la presenza di annotazioni con la scrittura dell'imputato relative a attività apparentemente svolta in quella stessa data unitamente all'analisi degli spostamenti desumibili dal Telepass del medesimo imputato risultava essere partito da Arezzo prima delle 8 di mattina, aver effettuato transiti compatibili con l'ingresso presso la clinica San Rossore e poi essersi diretto verso Roma dove risultava impegnato in un convegno fin dalla mattina». —

P.B.

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