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Pisa

Ori rivolta a una bambina in lacrime «Ci dispiace, siamo vecchie e intolleranti»

Pietro Barghigiani ; Altro servizio a pagina 8
Ori rivolta a una bambina in lacrime «Ci dispiace, siamo vecchie e intolleranti»

In aula le registrazioni con gli episodi al centro del processo per maltrattamenti. Contro l’ex maestra 107 contestazioni

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«Ci dispiace, ma siamo vecchie e intolleranti».

Sembra quasi scusarsi per un comportamento che in fondo lei per prima riconosce come brusco - ma per l’accusa racchiude tutti i crismi della violenza - Sonia Ori quando in una mattina di dicembre affronta una bimba in lacrime. Una delle decine di intercettazioni che offrono uno spaccato di quello che è stato l’asilo del Cep. E lei, la piccina vessata, una delle tante tra i piccoli del nido che dal 30 novembre 2015 al 14 gennaio 2016 sono stati ripresi dalle telecamere piazzate dai carabinieri del nucleo investigativo. Protagonisti inconsapevoli di un film che ieri è stato proiettato in un’aula di Tribunale.

È stato il giorno di un dolore che si è rinnovato per i genitori dei bimbi. Hanno dovuto assistere ai filmati e riconoscere nei bambini maltrattati i loro figli. E nelle educatrici le responsabili di offese e azioni da suscitare una commozione liquida. Non solo per i piccini, ma anche per chi ieri ha sentito e visto cosa succedeva al nido del Cep.

Un’udienza ad alta tensione con le due imputate impassibili di fronte alle immagini che scorrevano sul telone attrezzato in aula.

Sonia Ori, 60 anni di Pisa, originaria di Sillano, e Donatella Castiglioni, coetanea, residente a Cascina, devono rispondere di maltrattamenti aggravati. Al loro fianco gli avvocati Giuliano Giambartolomei per Castiglioni a carico della quale le contestazioni sono otto e Alessandra Papineschi e Stefano Del Corso per Ori a cui addebitano 107 episodi violenti sui bimbi. Un’udienza fiume iniziata alle 10 e conclusa in tarda serata con il giudice Beatrice Dani e il pm Aldo Mantovani a chiedere conferme e precisazioni. Ogni coppia di genitori è stata fatta sedere davanti allo schermo su cui sono stati proiettati i video girati dai carabinieri.

Per ogni bimbo mamma e papà hanno prima confermato di riconoscere il loro figlio. Poi è andata in onda la sequenza dei maltrattamenti e ancora lo stop del filmato per riconoscere in una delle imputate l’eventuale autrice del gesto manesco o offensivo. Tutti hanno confermato quello che è il carico dell’accusa. Un calvario indispensabile per far diventare prove le accuse dell’inchiesta.

Prossima udienza il 4 marzo quando i genitori saranno chiamati a riferire come i loro bambini all’epoca dei fatti avevano modificato, in peggio, i loro comportamenti facendo trasparire timori e paure all’apparenza inspiegabili. —

Altro servizio a pagina 8





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