Sicurezza
«Niente tv e telefoni quando siete a cena guardatevi negli occhi»
Opportunità e rischi della rete: l’arcivescovo riprende i temi del messaggio del Papa nella ricorrenza di San Francesco di Sales
PISA. È stata dedicata ai rischi della rete, al pericolo di essere più isolati e disconnessi dalla realtà mentre diventa sempre più facile l’accesso a internet, la riflessione dell’arcivescovo monsignor Giovanni Paolo Benotto, nell’incontro che si è svolto ieri, per la ricorrenza di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti.
Riprendendo il messaggio che il Papa ha rivolto nella 53esima giornata mondiale della comunicazioni sociali, che si celebra a giugno, l’arcivescovo ha ricordato come la Chiesa cerchi di promuovere l’uso di internet a servizio dell’incontro tra le persone e della solidarietà. Anche se ormai è evidente che in questa relazione sta sfuggendo qualcosa e la rete non sempre aiuta a fare comunità.
«Siamo ormai abituati a parlare in termini di rete, di comunità. Il rischio è che la rete invece di essere uno strumento che unifica tutti, che mette tutti in relazione, diventa rete che avviluppa tutti e toglie a ciascuno invece la libertà di esprimersi in pienezza. La rete soltanto non fa comunità, ci dobbiamo vedere in faccia, ci relazioniamo gli uni con gli altri, con una dimensione che del corpo, sia umano che sociale», sono le parole di monsignor Benotto, che insieme ai cronisti ha toccato un tema quotidiano per molti e che ci ricorda quanto sia facile restare intrappolati nella rete. Invece oggi sempre di più c’è bisogno di una rete che non sia fatta per intrappolare ma per liberare «per custodire una comunità di persone libere», aveva suggerito anche il Papa. Per questo, come ha ricordato l’arcivescovo, durante gli incontri con le famiglie nel corso della visita pastorale alla città, non manca mai di rivolgere un invito.
«Quando la sera vi ritrovate a cena in famiglia provate a spegnere per 30 minuti la tv e a lasciare i vostri dispositivi tecnologici in un’altra stanza. Insomma, parlatevi tra di voi e guardatevi negli occhi. In fondo si tratta di pochi minuti di impegno e sento, da quanto mi viene poi riferito da chi segue questo consiglio, che è bello ritrovarsi e stare insieme».
Uno degli esempi più classici dell’uso distorto di internet riguarda – è un tema di grande attualità – l’informazione: internet rappresenta una possibilità grande di accesso al sapere, ma è anche uno dei luoghi più esposti alla disinformazione e alla distorsione.
A contare è la verità e non sono i like, e quindi anche il modo di accogliere realmente gli altri. Tra l’altro, recentemente Benotto è intervenuto insieme al consiglio pastorale condannando le politiche contro l’inclusione, soprattutto dopo che erano apparsi anche numerosi messaggi - anche in questo caso affidati ai social - contro l’accoglienza dei migranti.
Le reti sociali, se per un verso servono a collegarci di più, a farci ritrovare e aiutare gli uni gli altri, per l’altro si prestano anche ad un uso manipolatorio – ha ribadito – dei dati personali, finalizzato a ottenere vantaggi sul piano politico o economico, senza il dovuto rispetto della persona e dei suoi diritti. Dopo la messa, come da tradizione, l’arcivescovo ha incontrato i giornalisti nella sala delle Lauree per fare colazione e per un saluto, con l’immancabile foto nel cortile interno del Palazzo arcivescovile. –
S. C.
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