Sicurezza
Un altro edificio abbandonato in centro Palazzo Nissim muore nell’indifferenza
Con la Mattonaia l’immobile è il simbolo di un degrado silenzioso, vittima di un’annosa diatriba tra proprietari e Comune
pisa. È la "Mattonaia 2". Un immobile enorme, in pieno centro storico, in dismissione e abbandonato da venti anni. Come la grande "incompiuta" Mattonaia. Si tratta del palazzo Nissim di via San Lorenzo, a due passi dalla Scuola Sant'Anna. La storia di quell'immobile appartenuto o ricollegabile alla nobile famiglia Ruschi fino all'800, è teatro dell'ennesima tenzone legale tra un privato e il Comune che lo prese in comodato gratuito negli anni '70.
Il palazzo che incrocia su vicolo del Ruschi, dove c'è un'altra situazione di abbandono decennale e cioè la Limonaia, è il termometro dei sommovimenti e moti prima fascisti (lì c'era il Gruppo rionale fascista del quartiere di San Francesco), poi sessantottini, del Partito Comunista e di Lotta Continua con tutti gli annessi e connessi dalle occupazioni studentesche e poi delle famiglie vicine a Lotta continua che ci sono andate a vivere. La memoria di quelle vicende e «dell’infinita emergenza abitativa pisana», ce l'ha Virgilio Barachini dell'Unione Inquilini che sollecita la nuova amministrazione a trovare una soluzione anche per rispetto alla storia sociale del palazzo oltre a quella della necessaria tutela degli affreschi e di altri beni culturali che sono lì in balìa dell'abbandono.
«Il palazzo si chiama Nissim, un industriale che nel 1873 comprò l'immobile che credo allora fosse di proprietà Ruschi. Sopra i portoni sono ancora visibili le ghiere di ferro battuto con iniziali "An" ossia Amaddio Nissim» ricorda Barachini. Il sindacalista aggiunge: «La famiglia Leoncini che era proprietaria del palazzo, su pressioni di vario genere, negli anni '70, la dette in comodato gratuito al Comune. Le pressioni sono presto dette e cioè servivano alloggi per famiglie».
L'accordo appariva chiaro e limpido visto che il Comune si doveva almeno accollare le spese di manutenzione.
«Ma 20 anni fa, come oggi - continua Barachini -, il problema dell'edilizia popolare sono le opere manutentive».
«Nessuna manutenzione sostanziale fu fatta nel corso degli anni su un edificio già non in condizioni ottimali» rispose l'assessore Andrea Serfogli in una interrogazione consiliare presentata da Ciccio Auletta come lista di "Una città in Comune" nella precedente legislatura. Nella stessa interrogazione, l'ex assessore Serfogli ricorda che «nel 2000 per motivi di sicurezza fu sgomberato».
L’amministrazione decise di restituire lo stabile ai proprietari, che però si rifiutarono di riprenderlo indietro «finché fossero eseguiti di lavori di ripristino». Nel 2000 per motivi di sicurezza fu sgomberato.
«Lì abitavano circa 13 famiglie - ricorda Barachini - e furono spostate al villaggio Centofiori in zona Cus Pisa».
L’amministrazione dell'epoca, cercò di rifilare un immobile compromesso alla famiglia proprietaria ma questa si rifiutò chiedendo «che fossero eseguiti di lavori di ripristino».
Intervenne allora anche la Scuola Sant’Anna che ci voleva istituire una foresteria ed i proprietari misero a disposizione l’immobile, ma poi la cosa non andò in porto. A giugno 2015, si trattò "solo" di una cronaca di un crollo annunciato. Un altro pezzo del tetto di palazzo Nissim cedette.
Furono fatte nuove impalcature di contenimento che tolsero, come ancora oggi, nove posti auto e decine e decine di metri di marciapiede. L'altro lato della strada di via San Lorenzo non ha marciapiedi percorribili e quindi il disagio è anche per i pedoni oltre che per gli automobilisti. Il palazzo Nissim aspetta ora una nuova vita o almeno un'altra chance da parte dall'assessore Massimo Dringoli che ha la delega all'edilizia privata. —
Carlo Venturini
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