Il Tirreno

Pisa

I TRANELLI NELLa rete 

Rimborso bancario con raggiro telematico: denunce alla postale

Donatella Lascar

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pisa. Su internet è allarme truffa. Arriva per mail e ti sventolano la possibilità di avere un rimborso da una banca e invece ti chiedono i dati della carta di credito e tela prosciugano. La truffa si è presentata così ad una signora pisana che fortunatamente non è caduta nella trappola e che invece è andata a segnalare la cosa alla polizia postale scoprendo in questo modo, che per il momento, lei è l’unica della città di Pisa ad aver denunciato questa cosa. Ma la banca che invece è riportata nella mail che la donna ha ricevuto, ossia la Banca Nazionale del Lavoro, è al corrente della cosa perché l’ha dichiarato alla signora quando questa ha telefonato per avere spiegazioni ed eventuale conferma del rimborso e hanno anche aggiunto che sono almeno due se non tre mesi che queste mail stanno girando e che purtroppo qualcuno c’è anche cascato. Alla sede legale della Bnl sapevano anche che l’importo del rimborso proposto è di 43 euro.

« Qualche giorno fa ho ricevuto una mail che sembrava provenire dalla Bnl – racconta la donna – che come oggetto aveva “ricevere un rimborso Bnl con scadenza 25 gennaio 2019”. La cosa mi è sembrata subito un po’ strana perché io non sono mai stata correntista della Bnl e quindi non capivo come avrei potuto avere diritto ad un rimborso da questa banca. Nel corpo della mail era riportata la cifra, ossia 43 euro e si specificava che l’operazione sarebbe stata tutta on line tanto che c’era un link su cui cliccare. Io ero curiosa ed ho cliccato sul link e mi si è aperta una pagina dove mi si chiedevano i miei dati personali ma soprattutto quelli della mia carta di credito. E lì ho capito subito che si trattava di una truffa perché per ricevere un rimborso casomai avrei dovuto fornire i dati del mio conto corrente ed ho pensato di telefonare alla sede centrale della Bnl che si trova a Roma, dove i miei sospetti sono stati confermati». La polizia postale ha anche precisato che la donna, cliccando sul link, ha corso un rischio perché se sul telefono fossero state presenti le app per i pagamenti, e non era questo il caso, le avrebbero potuto rubare ugualmente i dati. —

Donatella Lascar

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