Il Tirreno

Pisa

enti territoriali: sos dalle associazioni 

«No a una sola Camera di Commercio per 87 Comuni, scelta da rivedere»

«No a una sola Camera di Commercio per 87 Comuni, scelta da rivedere»

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pisa. Una richiesta unanime che arriva dalle principali associazioni del territorio pisano e, rivolgendosi a Governo, parlamentari e Regione Toscana chiede con forza un passo indietro nelle scelte operate per la riorganizzazione delle Camere di Commercio a tutela anzitutto delle imprese e dell’economia del territorio.

A firmare la lettera sono stati il presidente della Cna di Pisa, Matteo Giusti, il presidente di Confesercenti Toscana Nord, Alessio Lucarotti, la presidente di Confcommercio imprese per l’Italia provincia di Pisa Federica Grassini, la presidente Unione industriale pisana, Patrizia Pacini.

«Ci rivolgiamo al governo e al parlamento per il tramite dei loro esponenti locali che ben conoscono le realtà da cui provengono e le loro specificità economiche, sociali, strutturali - scrivono - Chiediamo il mantenimento delle Camere di Commercio sui territori, vicino alle imprese, alle loro esigenze. Riteniamo superato perseguire un disegno ormai accantonato dal referendum del 2016, volto a depotenziare questi enti all’interno di “aggregazioni” non coerenti rispetto alle altre articolazioni dello Stato a livello locale e del quale non si comprende l’utilità. Gli esempi di fusione portati a termine, salvo casi peculiari, non evidenziano né economie, né efficienza: gli enti si trovano di fronte alla scelta di abbandonare alcuni territori oppure di duplicare tutto! E questa non è semplificazione!»

Cna, Confcommercio, Confesercenti e Unione industriali ricordano le competenze specifiche delle Camere di commercio: la pubblicità legale delle imprese che necessità di sportelli locali di fondamentale importanza, il turismo, lo sviluppo della competitività delle imprese, anche sui mercati esteri. «Se non si è in grado di ascoltare e disegnare interventi a livello locale, in base alle esigenze specifiche - si domandano le associazioni - , come si fa ad essere efficaci? Per le politiche di sistema c’è la Regione, ma ci lamentiamo spesso che la Regione non arriva sui territori».

«Come fa una Giunta camerale a interfacciarsi con 87 sindaci quanti ad esempio quelli di Lucca, Pisa e Massa-Carrara insieme? Come potrebbe intervenire a sostenere la sicurezza, lo sviluppo digitale, la promozione degli esercizi commerciali interagendo con 3 prefetti, 3 questori, 4 sindaci di capoluogo: è semplificazione? - i legge nella lettera - Una Camera sola da Volterra a Pontremoli, come potrebbe conoscere le esigenze di settori specifici? Sostenere le concerie anche con progetti di ricerca ad hoc come la Stazione sperimentale delle pelli, se poi ci sono anche il cartario, il marmo, la nautica, ecc.? Non è difficile, infatti, immaginare l’inutile complessità della governance di questi nuovi enti, non soltanto in relazione all’equilibrata rappresentanza delle minoranze, ma anche per la difficoltà di ricomporre interessi ed esigenze molto diversificate. Le Camere di Commercio non sono tutte uguali: vogliamo uno sforzo di razionalizzazione e di efficientamento, ma laddove è necessario. Chiediamo pertanto al Governo di ripensare urgentemente gli accorpamenti e rivedere nel complesso il sistema mantenendo radicati questi enti sui territori, di cui sono espressione, con particolare riferimento a Camere come quella di Pisa che ha dimostrato capacità di agire sul territorio con risorse adeguate». —

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