Il Tirreno

Pisa

Il Serchio fa spavento ma la piena passa senza fare danni alle case

Servizi alle pagine 2-3-4-5
Il Serchio fa spavento ma la piena passa senza fare danni alle case

Solo qualche allagamento in golena. Chiuso per alcune ore in via precauzionale il ponte di Ripafratta. Interventi del Consorzio di bonifica a Molina di Quosa

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pisa. La portata massima del fiume Serchio, ieri mattina, è stata di 1.300 metri cubi al secondo. Un’enorme quantità d’acqua. Spaventosa e da sorvegliare. Ma che non ha creato fortunatamente problemi alla popolazione salvo qualche allagamento in golena che non ha però interessato le abitazioni - le poche - presenti. I residenti delle case in golena erano già stati pre-allertati di rischi collegati al maltempo e alla piena del Serchio «ma per fortuna – spiega il sindaco di Vecchiano, Massimiliano Angori – non è stato necessario attivarci per l’evacuazione».

I problemi maggiori il fiume li ha provocati nel tratto più a monte, soprattutto in Mediavalle, in provincia di Lucca. E inevitabilmente la quantità di acqua piovuta tra venerdì e ieri (insieme a quella proveniente dallo sciogliemnto della neve caduta nei giorni scorsi) ne ha fatto un osservato speciale anche a Vecchiano e San Giuliano Terme. Dalle prime ore di ieri mattina è quindi stata decisa, da entrambi i Comuni, la chiusura del ponte di Ripafratta. Contemporaneamente è stata aperta la sala del Centro operativo comunale per coodinare le attività delle forze impegnate sul campo, la macchina della protezione civile e i vigili urbani che hanno presidiato il corso del fiume e in particolare anche il ponte di Pontasserchio.

L’allarme è rientrato, poche ore dopo il passaggio dell’onda di piena, intorno alle 12.30: chiuso il Centro e riaperto il ponte di Ripafratta, la giornata è proseguita senza particolari criticità anche se l’attività di monitorgaggio del livello del Serchio non si è mai interrotta.

Come pure gli occhi della protezione civile, questa volta di Pisa, sono rimasti puntati sul fiume Arno anche in considerazione del perdurare di un’allerta di tipo giallo per rischio idraulico: nelle prime ore di stamani erano attesi l’onda di piena del fiume e il raggiungimento del primo livello di allarme.

Impegnati su più fronti anche gli operai del Consorzio di bonifica. L’attenzione dell’ente è stata rivolta, sul versante vecchianese, sia al Serchio - in diretto contatto con il Genio Civile sono state eseguite tutte le operazioni di chiusura delle paratoie ad Avane e Filettole per evitare il rigurgito verso gli abitati del fiume in piena - che alle condizioni del lago di Massaciuccoli salito di 26 centimetri sul livello del mare. Per questo motivo è stato acceso l’impianto idrovoro della Bufalina. «Il reticolo minore del territorio – spiegano dal Consorzio – ha retto bene alle forti piogge registrate. Gli unici problemi si sono verificati per l’importante onda di piena del fiume Serchio, causata in particolare dallo scioglimento delle nevi ad alta quota: esso, infatti, ha provocato un sensibile rigurgito sugli affluenti principali del fiume (in particolare, Contesora, Certosa, Lobaco nell’Oltreserchio) che per ore non sono riusciti a defluire puntualmente nel Serchio stesso. Per tale motivo, i tecnici del Consorzio si sono attivati fin dalla notte per manovre sugli impianti idrovori in gestione. Operai e tecnici hanno anche monitorato in tempo reale il livello dell’Ozzeri: in località Molina di Quosa, il Consorzio è intervenuto per posizionare ballini di sabbia per tamponare due fontanazzi». —Servizi alle pagine 2-3-4-5



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