Gioco
Tirrenica, Galilei, tangenziale «Uniti oltre i colori politici»
Mazzeo, consigliere regionale Pd: spinta comune sul governo per il futuro di Pisa La Camera di Commercio può coordinare, il sindaco non sia spettatore passivo
PISA. «Pisa è in letargo da sette mesi. Sta continuando a subire passivamente tutte le non decisioni del governo grilloleghista. Se non vogliamo finire in recessione come l’Italia non c’è più tempo da perdere e dobbiamo alzare la testa e la voce. Subito. Tutti insieme». Il giorno dopo le parole della presidente degli industriali Patrizia Pacini, il consigliere regionale Pd Antonio Mazzeo raccoglie e rilancia. «Condivido: la nostra Toscana ha bisogno di infrastrutture».
Mazzeo, lei è presidente della commissione costa: perché ora questa sua presa di posizione?
«In realtà è quello che ho sempre detto e che abbiamo inserito come priorità nel Piano Strategico della Costa. Le infrastrutture servono. Il punto è che ora questa battaglia dovrebbe vedere tutti uniti, al di là delle appartenenze».
Qual è la sua proposta?
«Tutte le forze politiche, sociali e sindacali dovrebbero pretendere dal governo parole chiare sullo sviluppo infrastrutturale di Pisa e della Toscana. Dalla Tirrenica alla tangenziale nord-est, dallo sviluppo del Galilei e del sistema aeroportuale alla velocizzazione della tratta ferroviaria Firenze-Pisa. La Regione ha fatto la sua parte mettendo, come sulla tangenziale, le risorse necessarie, mentre il ministro Toninelli continua a fare melina. Con il collega Baccelli gli abbiamo scritto due volte senza risposta e non ha dato riscontro neppure ai rappresentanti di Lega e M5S sul territorio. Ora auspico una forte presa di posizione unitaria».
Sulla Tirrenica non poteva essere fatto di più?
«Ovviamente sì. Non nego le responsabilità dei tanti governi che hanno avuto in mano quel dossier. Non a caso abbiamo alzato la voce anche con l’ex ministro Delrio. Ma quando eravamo finalmente nelle condizioni di chiudere questa partita il governo ha tolto i soldi. Quel “buco” infrastrutturale penalizza collegamenti ed economia di tutta la costa, Pisa compresa essendone il baricentro».
Anche il problema dell’aeroporto non vede sempre tutte le componenti allineate, anche dentro il centrosinistra e il centrodestra...
«Dobbiamo ragionare in termini di sistema toscano e allora facciamolo davvero. Questo significa che lo sviluppo sinergico aeroportuale, con il Galilei che è e resterà lo scalo regionale di riferimento, deve procedere di pari passo con il potenziamento dei collegamenti ferroviari Pisa-Firenze. Vanno legati i due progetti e serve l’aiuto di tutti».
Concretamente come procederebbe?
«Penso ad un momento di sintesi, un tavolo che veda protagonisti consiglieri regionali e deputati di zona, sindacati ed associazioni di categoria, con la Camera di Commercio che potrebbe coordinare tutte le forze. Coinvolgendo ovviamente anche il sindaco Conti che non più permettersi di essere spettatore passivo nelle battaglie che mettono a rischio il futuro di Pisa».
Lei ha fatto l’esperienza del Treno della Memoria: come giudica il gesto del consigliere comunale Laurora?
«Inaccettabile. Laurora si dimetta e sia anche il sindaco a chiederlo, con le forze democratiche della città. Mi sono messo a disposizione di studenti e docenti per una serie di incontri in cui, insieme, raccontiamo la nostra esperienza. Per questo ho raccolto volentieri l’invito della consulta degli studenti per l’8 febbraio al centro Maccarone. Io ci sarò, Ziello da una settimana non ha fatto sapere niente, ma sarei contento se ci fossero anche lui e il sindaco con la voglia di far vedere il lato costruttivo e dialogante delle istituzioni, non quello becero da corrida social». —
Francesco Loi
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