Il Tirreno

Pisa

Rapina da Ferretti, assoluzione per Masi Il Tribunale: non ha commesso il fatto

Pietro Barghigiani
Rapina da Ferretti, assoluzione per Masi Il Tribunale: non ha commesso il fatto

Il quarto componente della gang non partecipò all’assalto e dissuase gli amici dal concludere il colpo in cui morì un bandito

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pisa. Era a Pisa per rapinare una banca. Poi si accorse, con gli altri della banda, che sarebbe stato troppo pericoloso e sconsigliò gli amici dal nuovo obiettivo: la gioielleria Ferretti.

Arrestato nel giugno 2017 con l’accusa di tentata rapina e tentato omicidio aggravati, ricettazione e detenzione illegale di arma da fuoco, ieri pomeriggio Daniele Masi, 40enne di Pomezia, è stato assolto per non aver commesso il fatto.

Il dispositivo è stato letto alle quattro dalla presidente del collegio del Tribunale, Beatrice Dani (a latere Iadaeresta e Grieco). Il pm Fabio Pelosi aveva concluso la sua requisitoria invocando una condanna a 14 anni, mentre per il difensore dell’imputato, l’avvocato Vincenzo Dresda il verdetto doveva essere di assoluzione con la formula poi adottata dai giudici.

Il punto al centro del dibattimento era fino a che punto Masi aveva collaborato con Gabriele Kiflè, 32 anni, di Aprilia, Marco Carciati, 43 anni di Pisa e Simone Bernardi, 43enne di Aprilia (poi morto nell’assalto) nel pianificare il colpo alla gioielleria Ferretti in via Battelli la sera del 13 giugno 2017. Secondo l’accusa aveva partecipato ai sopralluoghi, almeno tre. Kiflè, lo sparatore, e Carciati, dopo aver corretto le dichiarazioni iniziali, hanno ribadito anche in aula che Masi non solo non era presente al momento della rapina, ma non aveva preso parte ai sopralluoghi e aveva dissuaso la banda dal concludere il colpo.

«Attenzione, i gioiellieri sono sempre armati» era stato il suo monito. Rimasto inascoltato. Nel raid Kiflè iniziò a sparare contro Daniele Ferretti e la moglie, Giuliana Malucchi. Il commerciante, armato dopo aver subìto rapine ed essere rimasto ferito in modo grave, rispose al fuoco con la sua pistola e centrò Bernardi. Ottenuta l’archiviazione per legittima difesa, Ferretti non si è costituito parte civile.

I carabinieri del reparto operativo e del nucleo investigativo arrestarono Kiflè, Carciati e Masi a luglio.

Masi, descritto dal pm come un rapinatore dall’elevato spessore criminale che non disdegna i colpi in banca nonostante abbia un mestiere regolare, quello di camionista, alla lettura della sentenza ha abbracciato e ringraziato il suo avvocato. Nel pomeriggio è tornato in libertà.

Il legale commenta a caldo: «Non c’erano elementi sufficienti per la condanna, assolutamente». Entro 90 giorni il deposito delle motivazioni sulla base delle quali la Procura valuterà l’eventuale appello. —

Pietro Barghigiani

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