La protesta
«Indegno esaltare un libro alle radici della guerra mondiale»
PISA. « È indegno che un membro di un organo democratico quale è un consiglio comunale esalti un libro che è alle radici della Seconda guerra mondiale e dell’Olocausto. Così come è intollerabile che quel consigliere non si sia alzato per il minuto di silenzio in memoria della Shoah: a Pisa, in Toscana, dove enormi sono i lutti e le perdite causate della furia nazifascita». La vicepresidente della Regione ed assessore alla cultura, Monica Barni, stigmatizza l’uscita del consigliere comunale Manuel Laurora che ha dichiarato il suo apprezzamento per il Mein Kampf di Hitler.
«Certo che spiega molte cose quel libro - prosegue Barni -: come si possono uccidere la libertà e la democrazia, fondando uno stato sull’inesistente concetto di razza, ed aiuta a capire, se mai si potrà capire, come si possa giungere a fare dello sterminio pianificato una strategia politica. C’è un senatore che nei giorni della Memoria ha ritirato fuori l’osceno ciarpame antisemita dei protocolli di Sion, una studiosa di storia ebraica ha ricevuto sputi per strada da un uomo con una svastica tatuata sul braccio: sta montando un clima pericoloso nel nostro Paese e nessuna sottovalutazione può essere ammessa. Chi oltraggia i valori della nostra Costituzione - conclude Barni - deve essere chiamato fino in fondo alle proprie responsabilità».
«Ma Laurora - si domanda la consigliera regionale Alessandra Nardini (Pd) - continuerà a fare formalmente parte della maggioranza? Il sindaco Conti ha intenzione di continuare ad utilizzare il voto di chi esprime e ribadisce concetti così antitetici rispetto alla nostra Costituzione? Se così fosse, al di là dello smarcarsi soltanto a parole, nella pratica cosa avrebbe fatto il sindaco per separare il proprio profilo politico da un messaggio non solo politicamente così delirante?». —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google