Il Tirreno

Pisa

il processo parte con uno stop 

Il giudice Laghezza: «Scusate ma sono incompatibile»

Nella primavera del 2016 aveva firmato un atto di autorizzazione alle  intercettazioni. Dilaga la delusione tra le famiglie

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pisa. Parte subito con un primo stop il processo per fare luce sui maltrattamenti denunciati dai genitori dei disabili assistiti nel centro Stella Maris a Montalto di Fauglia. Il giudice dell’udienza preliminare Giuseppe Laghezza si è dichiarato incompatibile per aver firmato un atto di autorizzazione alle intercettazioni nella primavera del 2016. Grande delusione per i genitori delle vittime dei maltrattamenti che speravano di veder cominciare il processo dopo una fase delle indagini preliminari che sembrava non dovesse finire più. «Siamo molto delusi», ha affermato un genitore dopo che il Gip ha dichiarato la sua incompatibilità. L’udienza preliminare è stata aggiornata al 5 febbraio con il giudice Donato D’Auria, ma tra le parti si è già diffusa la voce che molto probabilmente anche in quell’occasione potrebbe esserci un rinvio per un ulteriore problema, visti i tempi ristretti.

Nell’affollata aula del Gip erano presenti, oltre agli operatori e ai vertici della Stella Maris finiti sotto inchiesta, numerosi genitori (23 sono le parti offese), quasi tutti intenzionati a costituirsi parte civile al processo insieme alle associazioni che tutelano gli invalidi e al Telefono Viola.

Compariranno davanti al Gip Ugo Caroti di Fauglia; Giulio Fignani di Castellina Marittima; Marco Guerrazzi di Ponsacco; Matteo Parenti di Cascina; Svetlana Parfeniuc di Capannoli; Stefano Pasqualetti di Terricciola; Giovanni Salvadori di Pisa; Gabriele Lucchesi di Collesalvetti; Cinzia Vivaldi di Pisa; Maura Testi di Ponsacco; Nicoletta Casalini di Castellina Marittima; Rita Danesi di Livorno; Rinaldo Quintavalle di Cascina; Paola Salvadori di Capannoli, che era responsabile di Montalto; Patrizia Masoni di San Giuliano Terme; Roberto Cutajar, direttore generale della Stella Maris; Giuseppe De Vito, di Livorno, direttore sanitario della Stella Maris (a questi ultimi viene contestata l’omessa vigilanza e l’assunzione di persona non adeguatamente formata).

Sembra che anche la stessa Fondazione Stella Maris voglia tutelarsi nei confronti degli operatori e di due dottoresse. –

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