Gioco
Cpr a Coltano, il sindaco frena: ci sono altre ipotesi nel resto della provincia
L’ex centro radar resta però l’indiziato principale anche se non ci sono ancora comunicazioni ufficiali tra istituzioni
PISA. Ora è una battaglia di posizione. In attesa di mosse ufficiali, se ci saranno. Da Palazzo Gambacorti ribadiscono: non ci sono comunicazioni formali sulla scelta di insediare un Cpr (Centro di permanenza per il rimpatrio, ex Cie) a Coltano, nell’ex centro radar Usa. Il sindaco Michele Conti (Lega) sa che di fronte ad una richiesta del ministero degli Interni, ovvero di Matteo Salvini, leader del Carroccio, non potrebbe dire no. Al momento però sfodera le armi che possiede per tenere a distanza l’ipotesi Coltano, anche perché la popolazione del borgo, e non solo, sarebbe contraria. E pronta alle barricate (la cosiddetta protesta dei trattori) come nella primavera del 2011.. Il sindaco ribadisce le sue perplessità sulla location: «Non sono convinto che l’ex struttura militare di Coltano sia la più idonea per accogliere il centro visto che per funzionare avrebbe bisogno di un importante impegno di spesa da parte dello Stato per la ristrutturazione e l’adeguamento essendo da anni fatiscente».
Un’altra strada non sgradita a Palazzo Gambacorti sarebbe quella di un altro luogo in provincia, ma non nel territorio comunale e nemmeno nell’area pisana. «L’ipotesi Coltano - dice Conti - non sarebbe l’unica disponibile per la Toscana, già nella stessa provincia di Pisa mi risulta siano presenti almeno un altro paio di località idonee per ospitare un Cpr». In realtà, da quanto rimbalza da ambiti istituzionali, nella provincia di Pisa quella di Coltano sarebbe l’unica ipotesi presa in considerazione. Al tempo stesso però si tratterebbe di un iter ancora tutto da avviare. Ci dovrebbero essere relazioni del Demanio, soggetto proprietà dell’ex centro americano, valutazioni precise dei costi da sostenere per adeguare la struttura all’accoglienza dei clandestini presenti sul territorio regionale in procinto di essere espulsi.
Se l’ipotesi prendesse corpo «sarei pronto a chiedere al Viminale garanzie per la gestione e un percorso da costruire insieme con l’obiettivo di spiegare alla cittadinanza modalità di utilizzo ed eventuali benefici che dovranno contestualmente pervenire al nostro territorio che, ospitando il Cpr, darebbe un contributo significativo al sistema di gestione dei flussi migratori dell’intera regione», ribadisce Conti. Che mette in prima fila il confronto con i cittadini: «Nel caso in cui arrivasse una richiesta ufficiale per Coltano, come amministrazione prendiamo l’impegno di approfondire tutti gli aspetti del caso e soprattutto concertare eventuali decisioni con la popolazione residente».
A proposito di ribadire le posizioni, il discorso vale anche per Coltano. «Noi siamo quelli della protesta dei trattori - ricorda Antonio Dell’Omodarme, presidente della Proloco. Puntualizzo che non siamo contro l’accoglienza, ma questo diventerebbe un lager».
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