Il Tirreno

Pisa

le indagini della questura 

Quattro denunciati per le devastazioni alcuni sono minorenni

Pietro Barghigiani
Quattro denunciati per le devastazioni alcuni sono minorenni

I reati contestati vanno dall’occupazione abusiva ai danneggiamenti aggravati La Digos sta lavorando su altri episodi con nuove segnalazioni

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PISA. La furia distruttrice si è placata. Le indagini no. E nel silenzio dell’attività portata avanti dalla Digos è arrivata la prima informativa pronta per il deposito in Procura.

Sono almeno quattro, ma il numero è destinato a crescere, i ragazzi denunciati per occupazione abusiva di edifici e danneggiamento aggravato.

I fascicoli prenderanno strade diverse, quella del Tribunale per i Minorenni a Firenze e per chi ha più di 18 anni il tavolo del magistrato a cui il procuratore capo Alessandro Crini assegnerà il caso.

È la prima tranche dell’inchiesta innescata dalle occupazioni violente quella che gli investigatori della questura hanno confezionato in attesa di presentare altre informative appena accertamenti e riscontri saranno completati. Il lavoro è complesso e le verifiche, partendo dagli elementi acquisiti sul campo, hanno ora bisogno di una conferma certa per poter inserire i nomi dei responsabili nella denuncia in Procura.

L’epicentro del vandalismo scolastico è stato l’istituto alberghiero Matteotti con danni e furti di computer, ma i fari della questura hanno spaziato anche negli altri plessi attraversati dalla protesta ispirata al teppismo più deteriore a scapito dei contenuti delle rivendicazioni studentesche.

Al liceo Buonarroti, con gli estintori svuotati e i danni nell’area disabili, e al Santoni, sempre nel complesso Marchesi, i sopralluoghi della polizia con la scientifica hanno prodotto una quantità di documentazione che ora viene valutata negli uffici di via Lalli.

Si lavora su videosorveglianza e testimonianze, compresi i filmati girati e postati dai teppisti come gesto di sfida che ora diventa prova d’accusa.

Il materiale non manca agli investigatori che, in parallelo all’identificazione di chi ha commesso reati trasformando le scuole in campi di battaglia, stanno lavorando anche a un livello superiore. È quello dei “mandanti” che hanno colto il momento di ribellione estemporanea per sfruttarne gli effetti contro il sistema.

Gente che non è iscritta alle scuole occupate, ma che ha consigliato mosse e strategie messe in pratica da chi è entrato nelle aule distruggendole. L’impegno degli inquirenti è di arrivare anche a loro.

Al Matteotti hanno spaccato anche un defibrillatore e alcune poltrone per i disabili oltre a una fotocopiatrice e pc.

Il tutto documentato in tempo reale su Facebook, Instagram e Snapchat, dove i ragazzini filmati a volto scoperto scaraventano per terra banchi e sedie. Una follia teppistica che ha provocato 20mila euro di danni. E ora arrivano le denunce. —

Pietro Barghigiani

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