Il Tirreno

Pisa

le critiche 

Depresbiteris: «Il sistema dei rimpatri non funziona»

F.L.

L’Unione comunale del Partito Democratico replica alla sindaca di Cascina: «La struttura è inadatta allo scopo»

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pisa. Le indiscrezioni prima e le conferme dopo - sul versante leghista - della possibile apertura di un Cpr a Coltano hanno avuto l’effetto di una esplosione nel dibattito politico cittadino. E quella della Pro Loco di Coltano non è la prima presa di posizione critica contro il progetto. Ad antricipare una stagione “calda” sull’ipotetica realizzazione del centro.

Il caso è stato subito preso in esame anche dall’Unione comunale del partito democratico che ha voluto ribattere alle parole della sindaca di Cascina e segretaria regionale della Lega, Susanna Ceccardi. Una posizione netta e in pieno contrasto con le scelte della Lega in materia di immigrazione: «Il sistema dei rimpatri - ha detto la segreteria del partito - non funziona. Con la riforma Salvini sarà ancora peggio».

Le motivazioni esplicitate dal Pd pisano sono diverse. «Nei Cpr ci finiranno quei richiedenti asilo che non hanno il passaporto (praticamente tutti) e per i quali non si possono sapere né le generalità corrette né la nazionalità» afferma il segretario dell’Unione Comunale Pd Pisa, Biagio Depresbiteris che ribatte alle parole della sindaca di Cascina e segretaria regionale della Lega, Susanna Ceccardi, che si è detta favorevole all’ipotesi di trasformare la vecchia caserma di proprietà del Demanio in via Cappellani a Coltano nel Centro toscano per il Rimpatrio di clandestini.

«Ipotesi, fra l’altro, che suona come un triste déjà vu, dato che già nel 2011 il governo - allora guidato da Silvio Berlusconi - propose proprio Coltano come luogo in cui realizzare una delle possibili tendopoli per ospitare i profughi libici che a quel tempo sbarcavano a grandi ondate a Lampedusa» si legge in una nota del partito.

«Un’ipotesi che il Pd osteggia oggi come allora - prosegue la nota - , non solo perché la struttura è inadatta, ma soprattutto perché il meccanismo dei rimpatri non è la carta su cui puntare per gestire il fenomeno dell’immigrazione».

«L’inghippo nel sistema dei rimpatri – spiegano dal Pd pisano – è che per i richiedenti asilo non si può far capo alle loro autorità consolari perché è vietato dalla convenzione di Ginevra. Conseguenza? Che dopo 180 giorni di trattenimento, queste persone non saranno ancora state rimpatriate e quindi resteranno irregolari (per la maggior parte dei casi) sul territorio, anche del comune di Cascina. Un risultato – chiosano i democratici – che non può che stupire, visto che a volerlo sembra essere proprio quella rappresentanza politica, la Lega, che ha fatto della lotta alla clandestinità una bandiera elettorale». —

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