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ISLAMOFOBIa: dopo il caso del circolo pd 

Ghezzi denuncia: minacce anche al figlio dell’imam

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Ghezzi denuncia: minacce anche al figlio dell’imam

L’ex vicesindaco rende nota una lettera minatoria ricevuta a maggio: «Mi sembra proprio la stessa penna». Il giovane era candidato in una lista di centrosinistra

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PISA. Dopo le minacce ricevute dal circolo Pd di Pisanova per avere espresso posizioni favorevoli alla costruzione della moschea a Porta a Lucca, ieri mattina l'ex vicesindaco Paolo Ghezzi, ha reso nota sul suo profilo Facebook una minaccia sostanzialmente analoga ricevuta durante la campagna elettorale per le scorse amministrative e il cui destinatario era il figlio dell'imam, Mohammed Khalil, il 21enne Anas candidato con la lista civica dell'ex vicesindaco “In lista per Pisa”.

Ghezzi ha pubblicato la foto della busta a lui indirizzata e del testo di minaccia, vergato con pennarello blu a margine di un articolo del Tirreno che riporta la notizia della candidatura del giovane. Pennarello e tratti ricordano la missiva spedita al circolo Pd. L’autore aveva disegnato una svastica sbagliando l’effigie della croce uncinata.

Ghezzi sporse querela nel maggio 2018 senza rendere pubblico il fatto per non alimentare tensioni. «Per tutelare la serenità e la dignità di un giovane ragazzo pisano, studente di medicina alla Scuola Sant'Anna, musulmano, piuttosto che dare spazio a un mitomane farneticante codardo» aggiunge l’ex amministratore. Sulla pagina del Tirreno autore della minaccia aveva scritto "tritolo" e disegnato una svastica aggiungendo la frase non vogliamo musulmani». Secondo Ghezzi il biglietto ricevuto da lui "8 mesi fa" e quello inviato al Pd sarebbe stato scritto dalla «stessa acuta penna». Ghezzi spiega di aver rifiutato protezione e ribadisce «che nemmeno per un minuto l’autore è riuscito a scalfire la mia serenità e che la mia totale indifferenza nei confronti del suo gesto vigliacco».

L'ex sindaco Marco Filippeschi invita a fare chiarezza e dice: «La città deve sapere e in Parlamento si deve dire ciò che si può sapere e dire quanto stato fatto per individuare e sanzionare l'autore delle minacce. Va denunciata con chiarezza l’irresponsabilità colpevole di chi, esponendo il Comune, ha fatto una campagna contro i princìpi e diritti garantiti dalla Costituzione, in dispregio di ogni norma, volendo ostacolare la libertà di culto e la realizzazione di una nuova Moschea e di un centro culturale aperto alla città e al quartiere: quanto a nessuno è consentito di fare». Messaggi di solidarietà al Pd per la lettera minatoria sono arrivati da più forze politiche. Il sindaco Michele Conti : «Un gesto vigliacco. Recapitare una lettera anonima piena di minacce è un atto intollerabile per la città e per il confronto democratico. Episodi purtroppo già avvenuti nel corso dell’ultima campagna elettorale quando a ricevere lettere del genere sono state la Lega e l’ex vicesindaco Ghezzi. Esprimo piena e totale solidarietà al Pd, ai suoi rappresentanti a Pisa e a tutti i soggetti citati per le farneticanti intimidazioni contenute nella missiva. Nessuna posizione politica o ideale può giustificare minacce e violenza». Solidarietà anche dai consiglieri comunali del M5S Gabriele Amore e Alessandro Tolaini e dal consigliere Gino Mannocci di “Pisa nel cuore”. La consigliera regionale Pd Alessandra Nardini: «Non fermerete il nostro impegno per una città aperta all'incontro con culture, tradizioni e religioni diverse. Non ci fate paura. Anzi, ci dimostrate di quanto sia urgente e necessaria questa battaglia politica e, prima ancora, culturale». Infine, il tweet dell’aspirante segretario nazionale del Pd, Nicola Zingaretti: «Un grande abbraccio agli iscritti e alle iscritte del circolo Pd DI Pisanova. Sono con voi, nessuno fermerà mai la vostra, la nostra passione, le nostre idee. Ci vediamo presto!». —

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