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Sventato furto in villa: arrestato il “palo”, in fuga i due complici
Determinante la segnalazione di un residente di via Grandi su movimenti sospetti Nell’auto trovati spray urticanti, guanti e uno scanner per intercettare i carabinieri
PISA. La segnalazione di un residente è servita ancora una volta a sventare un furto. E alla fine anche ad arrestare uno dei tre che si erano presentati in una via del quartiere di Barbaricina per rubare in una villa.
Gli agenti delle volanti dopo aver ricevuto la chiamata si sono precipitati in via Grandi riuscendo a bloccare il “palo” della banda, mentre i due compari sono riusciti a scappare.
Cristian Terenghi, 30 anni, etnia Sinti, di Sarzana, ieri mattina è comparso davanti al giudice Beatrice Dani per la convalida dell’arresto. Il giudice (pm onorario Giovanni Pepe) ha ritenuto corretto l’operato della polizia e disposto per Terenghi (difeso dall’avvocato Giovanni Biagi) gli arresti domiciliari a casa di parenti a Lucca.
I tre, con equipaggiamento tecnologico, erano usciti intorno alle sette di sera da una Seat Ibiza bianca. I comportamenti sospetti si sono trasformati in prove quando il residente ha visto che, mentre uno dei tre si era messo alla guida dell’auto, gli altri due erano entrati in una villa di via Grandi, armati di tenaglie e piede di porco. Dalla telefonata all’arrivo delle volanti, coordinate dal commissario capo Fabrizio Valerio Nocita, sono passati alcuni minuti. Terenghi alla vista degli agenti ha messo in moto tentando una fuga in retromarcia. Ma la manovra, ostacolata dai poliziotti, si è conclusa con l’autista della banda finito in una stradina senza uscita. A quel punto ha provato a scappare a piedi. Niente da fare. Bloccato e ammanettato. Dentro la villa hanno cercato gli altri in collaborazione con i carabinieri nel frattempo arrivato con una pattuglia. Non avevano fatto in tempo a rubare alcunché prima di fuggire tagliando la rete di recinzione sul retro.
Sventato il furto, i poliziotti hanno controllato la Seat Ibiza. E le sorprese sono arrivate in sequenza. Non solo la Seat aveva targhe finte. Nell’abitacolo sono state trovate nove bombolette spray al peperoncino, una fionda con pietre, un tubo Innocenti in ferro lungo un metro e 10 e un tondino di ferro di un metro e mezzo, utilizzati per scassinare le porte delle abitazioni.
Tra gli strumenti utilizzati e trovati in possesso del palo-autista della banda, c’era anche uno scanner con auricolare, con il quale, durante il colpo, Terenghi era sintonizzato sulle frequenze della sala operativa dei carabinieri di Lucca, pronto a comunicare agli altri complici, in possesso di altre radio, l’arrivo delle forze dell’ordine.
Anche per questo reato è scattato l’arresto. Infine, è stata trovata una federa da cuscino colorata con duecento euro in monete da uno e due euro, probabile frutto di un altro furto.
Sono in corso accertamenti per rintracciare i derubati. —
Pietro Barghigiani
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