Toscana
Truffa dello specchietto allontanato dalla polizia primatista dei raggiri
PISA. Era appena uscito dalla questura dove gli avevano sequestrato lo scooter attrezzato per nascondere la targa e rifilato un divieto di ritorno a Pisa per tre anni che la polizia, stavolta la stradale, lo ha fermato di nuovo in zona ospedale. Motivo? Lo stesso per cui gli agenti delle volanti lo aveva portano negli uffici di via Lalli: le truffe dello specchietto. Un signore lo ha riconosciuto come il tizio a cui nei giorni scorsi aveva dato 50 euro.
È un 45enne di Torre Annunziata, con una sfilza di precedenti specifici, l’uomo tolto temporaneamente dalla circolazione a tutela di anziani e passanti a rischio raggiro. Gli agenti lo avevano visto muoversi in zona stazione. In sella a uno scooter Honda si spostava come se cercasse i suoi bersagli. In via Corte Bracci lo hanno fermato. La banca dati ha raccontato ai poliziotti chi era quel tipo, di etnia sinti, con denunce e processi in tutta la Toscana. La sua specialità è la “truffa dello specchietto”. Avrebbe commesso alcune truffe tra Montecatini e Pescia girando su uno scooter. Lo aveva danneggiato “ad arte” nella parte dello scudo anteriore, per simulare in una seconda fase un urto con lo specchietto retrovisore di un veicolo guidato dal potenziale truffato a cui poi chiedere il pagamento immediato in contante come ristoro del danno evidente, ma non provocato dall’urto. Con un pedigree del genere i poliziotti hanno voluto controllare meglio lo scooter. È bastata una rapida occhiata per scoprire uno stratagemma ingegnoso.
Analizzando il porta-targa, i poliziotti hanno riscontrato che la targa era fissata su un dispositivo mobile che, azionato col piede, consentiva di coprire immediatamente i dati dello scooter. Una tecnica artigianale, ma efficace per rendere il veicolo non identificabile e poter scappare una volta presi i soldi senza dare appigli ai raggirati. Portato in questura il 45enne è stato identificato subendo il sequestro dello scooter oltre alla notifica del foglio di via. Dopo qualche ora è tornato a muoversi in strada. Ed è finito di nuovo in questura per essere riconosciuto dall’ennesimo truffato. —
P.B.
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