Polveri sottili 9 volte sopra i limiti in soli 14 giorni
PISA. È uscito il dossier Mal’Aria 2019 redatto da Legambiente sulla base di fonti e documenti ufficiali. Il dossier presenta i dati preoccupanti sull’inquinamento delle città italiane (ben 55 superano i limiti di legge), sui danni alla salute (morti compresi), sull’eccesso di auto e i ritardi nella costruzione di un sistema alternativo di mobilità.
Per le polveri sottili PM10 e per l’ozono, nel 2018 ben 55 città italiane hanno superato i limiti previsti dalla legge. E anche se la città di Pisa non è tra queste « ma non possiamo stare tranquilli». Lo afferma Legambienet Pisa che spiega: «Al contrario, abbiamo motivi di preoccupazione. Ad esempio la centralina posta in piazza Del Rosso, pur trovandosi in un’area ben ventilata, segnala nei primi 14 giorni di gennaio ben 9 superamenti per le PM10 del valore di 50 μg/metro cubo, quando la norma vigente consente 35 giorni in un anno (norma permissiva, visto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità indica come valore massimo soli 3 giorni). Ricordiamo che restare sotto i limiti di legge non ci garantisce: il danno alla salute è proporzionale al carico inquinante nell’aria, più inquinanti più danno, sopra o sotto il limite».
«Per risolvere il problema - prosegue Legambiente - bisogna affrontare le cause a partire dal traffico veicolare, una delle principali sorgenti di inquinamento atmosferico. L’Italia è uno dei Paesi europei con il più alto tasso di motorizzazione, con una media di circa 65 auto ogni 100 abitanti. Eppure gli spostamenti in città spesso ridotti a distanze tali da poter essere percorse a piedi o in bicicletta, come avviene in molte città europee. Il trasporto pubblico locale (Tpl) è sempre meno attrattivo: nel 2011 in Italia si avevano 217 passeggeri per ogni abitante in un anno, nel 2016 siamo scesi s 185 passeggeri (fonte ISPRA). Anche a Pisa si assiste a questo fenomeno. I problemi della città non possono essere risolti da opere come il PisaMover (costato nel complesso quanto è stato previsto per una filovia Stazione – Ospedale di Cisanello o per la tangenziale nord est di circa 15 Km). Bisogna pensare a una mobilità diversa in una città diversa. Le nostre città sono costruite a misura d’auto, tanto che questa scelta è spessi obbligata. È necessario pensare e costruire una città a misura di persona, meno inquinanti, più salute e socialità». —
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