Moschea a Porta a Lucca, la comunità islamica ricorre al Tar contro il Comune
L'imam Khalil: tuteleremo il nostro diritto ad edificare in ogni sede giudiziaria, contro ogni atto che sembra ispirato dal solo desiderio di contrastare libertà fondamentali riconosciute dalla Costituzione
PISA. Il duello tra Comune ed Associazione Culturale Islamica di Pisa arriva come prevedibile davanti al giudice. Il presidente dell’associazione, Mohammad Khalil, ha annunciato all’amministrazione comunale di voler impugnare davanti al Tar Toscana le delibere di indirizzo della giunta e il conseguente atto di avvio del procedimento finalizzati a modificare il regolamento urbanistico nella parte in cui prevede la possibilità di realizzare un edificio di culto nell’area di proprietà della stessa associazione nella zona di Porta a Lucca.
L’Associazione Culturale Islamica aveva avviato le procedure per ottenere i permessi a costruire, la nuova amministrazione a trazione leghista ha risposto iniziando l’iter per una controvariante con l’obiettivo di annullare la previsione di un luogo di culto dove risulta ora dagli strumenti urbanistici.
“L’Associazione Culturale Islamica – dice Khalil – tutelerà il suo diritto ad edificare la moschea in ogni sede giudiziaria, nell’interesse religioso, culturale ed economico dei suoi associati, contro ogni atto che sembra ispirato dal solo desiderio di contrastare libertà fondamentali riconosciute dalla Costituzione della Repubblica Italiana”.
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