Il Tirreno

Pisa

Scuola devastata, la mamma del “leader” incappucciato: «Mio figlio si vergogna a tornare in classe»

Stefano Taglione
Scuola devastata, la mamma del “leader” incappucciato: «Mio figlio si vergogna a tornare in classe»

Pisa, la donna lo avrebbe già messo in castigo: «Dice che non ha rotto niente e gli credo. Punirlo alla Caritas? Gli farà bene»

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PISA. «Mio figlio ha 16 anni e nemmeno sapeva ciò che stava facendo. Indossava il passamontagna perché non voleva essere riconosciuto dai professori, ma con la devastazione non c’entra nulla. Ora ha paura a tornare a scuola, si vergogna. Spero che la scuola lo punisca sospendendolo e mandandolo alla Caritas: il volontariato lo farà crescere, rendendolo più consapevole degli errori commessi».

A parlare è la madre del “leader” degli incappucciati, uno dei minorenni che nei disordini di lunedì con più forza ha alzato la voce contro il preside dell’Ipsar Matteotti distrutto dai vandali, Salvatore Caruso. «Vogliamo che la scuola migliori e abbiamo ammassato sedie e banchi agli ingressi perché il dirigente non ci ascolta da anni, che cosa avremmo dovuto fare?», gridava l’adolescente mentre tutti i suoi compagni fuggivano da docenti e telecamere.

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Signora, cos’ha detto a suo figlio dopo aver visto quel filmato?

«Che ha sbagliato, perché le scuole non si occupano. Ma lui non è un criminale come viene descritto da quei fotogrammi».

Però era a scuola incappucciato e col passamontagna.

«Lo so, li indossava per non farsi riconoscere dai docenti. Ha sbagliato e l’ho già punito. Non solo: lo punirò ancora perché sono una mamma presente. La mattina stessa insieme a mio marito siamo andati a parlare col preside e mio figlio si è scusato. Non pensava le cose che ha detto, Caruso ha capito».

Ora però rischia la sospensione. Potrebbe andare a svolgere i servizi sociali alla Caritas, lo sa?

«Attendo la decisione del consiglio di istituto, ma sarebbe una punizione giusta e meritata. Si renderà conto degli errori che ha fatto, vedrete che gli farà bene».

Come va a scuola suo figlio?

«È sempre andato bene, ma l’anno scorso è bocciato. Ha fatto la “primina”, quindi si è ritrovato in terza superiore, un anno notoriamente molto difficile, con l’alternanza scuola-lavoro ancora da cominciare. Usciva di classe alle 13.30 e dalle 17 alle 23.30 era al ristorante. Trecento ore l’anno. A un certo punto mi ha detto: “Mamma, non ce la faccio più”. Ed è bocciato, pur avendo passato l’esame di qualifica del tirocinio. Quell’anno era anche rappresentante di classe».

Davvero?

«Sì ed era molto amato, pure dai professori. Per rendere partecipi gli altri ragazzi, i docenti si rivolgevano a lui».

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Sa che suo figlio potrebbe rischiare una denuncia?

«Vedremo cosa deciderà l’istituto. In ogni caso ci metto la mano sul fuoco: mio figlio sarà anche il primo dei casinisti, ma certi vandalismi non li fa. Anzi lui ha cercato di fermarli i teppisti, nonostante sia entrato al Matteotti solo di mattina. L’ha accompagnato mio marito alle 7.30, prima di entrare al lavoro. La notte ha dormito a casa nostra e dalle telecamere emergerà la verità».

Che cosa pensa dei teppisti che hanno devastato la scuola? Un ragazzo ha anche orinato nell’aula.

«Ho guardato i video e non me li so spiegare. Noto troppa e ingiustificata rabbia. Non me l’aspettavo. Magari questi ragazzi a casa sono dei santi, poi quando escono diventano dei diavoli capaci di distruggere tutto». 
 

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