Sicurezza
I due volti dell’artistico: agitazione sventata a Cascina
Mentre nella sede a due passi dalla Normale la minoranza ieri ha impedito lo svolgimento delle lezioni, a pochi chilometri di distanza è tutto regolare
PISA. Il dialogo che la dirigente scolastica Gaetana Zobel, insieme ai suoi collaboratori e ai rappresentanti d’istituto ha portato avanti in questi giorni si è scontrato con le decisioni della minoranza degli studenti che, ieri mattina, ha occupato la sede centrale del liceo artistico Russoli e provato a sollecitare la stessa forma di protesta anche nella sede distaccata di Cascina dove gli studenti chiedono alla Provincia di ripristinare il primo piano dell’edificio che è inagibile e che costringe ogni anno la scuola a traslocare alcune classi in sedi distaccate.
«Ho sperato fino alla fine che gli studenti riuscissero a portare avanti un confronto sereno su quelli che sono i problemi della scuola ma questa mattina (ieri per chi legge, ndr) sono stata costretta a ricredermi». La polizia infatti ha informato la dirigente scolastica che tutti gli accessi della scuola erano stati chiusi e che i ragazzi non consentivano l’accesso non solo agli insegnanti ma anche al personale amministrativo. Grande il disappunto della dirigente scolastica, nella consapevolezza che la protesta impedisce anche a chi non è d’accordo con l’occupazione di fare lezioni.
«La sede del liceo è stata occupata nuovamente, da alcuni studenti dal volto coperto, con i quali non è stato possibile dialogare», conferma la dirigente scolastica.
Anche i rappresentanti degli studenti hanno tentato contatti con il gruppo degli occupanti per trovare soluzioni, ma qualsiasi tentativo è stato vano. «La dirigenza, il personale amministrativo e docente respingono fermamente l’azione intrapresa», spiega la scuola anche con una nota pubblicata sul sito dell’istituto. C’è chi non condivide l’occupazione e chiede di poter frequentare lezioni regolari. Ma il fatto che gli ingressi della scuola siano stati chiusi impedisce ogni altra attività diversa da quella che vogliono gli autori della protesta.
«Ci stiamo impegnando per garantire attività didattiche alternative fuori sede», dice la professoressa Zobel.
Nel frattempo anche nella sede distaccata di Cascina tira aria di protesta, sebbene finora i tentativi di scongiurare l’occupazione abbiano avuto esito positivo. Ieri l’istituto cascinese è stato aperto regolarmente funzionante e le attività scolastiche si sono svolte come da calendario. Gli alunni hanno tenuto un’assemblea straordinari per tutta la mattina. La scuola ha garantito le lezioni a coloro che non intendono partecipare all’assemblea. Le proteste di questi giorni sono destinate a incidere in maniera grave anche sulla chiusura delle attività del quadrimestre quando è prevista anche la prima valutazione degli studenti: aspetto questo già fatto notare ai rappresentanti dei genitori. —
S.C.
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