Il dolore
Depresso dopo aver provocato un incidente mortale: risarcito
L’assicurazione riconosce il danno biologico a un giovane giudicato colpevole di omicidio stradale e condannato a 8 mesi con la condizionale. Patente revocata
PISA. Condannato per omicidio stradale, ma anche risarcito per danno biologico. Ritenuto responsabile di un incidente mortale e al tempo stesso riconosciuto vittima di una forte depressione causata proprio dallo schianto in cui perse la vita un pensionato.
Nelle pieghe di un processo che nasce dal dolore per un decesso capita anche che l’assicurazione quantifichi e liquidi una somma da decine di migliaia di euro pure a favore di chi provocò il sinistro fatale. Partiamo dalla sentenza di ieri mattina in Tribunale.
Una condanna 8 mesi per omicidio stradale con pena sospesa e non menzione per un 23enne di San Miniato che alla guida della sua auto la sera del 9 maggio 2017 centrò in via Capitini un motocarro Ape provocando la morte del conducente, Pietro Baldini di 79 anni. È la decisione del gup Giuseppe Laghezza a chiusura del rito abbreviato chiesto dal difensore dell’imputato, l’avvocato Fabrizio Bartelloni. Erano presenti in aula i parenti della vittima, già risarciti dall’assicurazione e non costituiti parte civile, assistiti dall’avvocato Daniela Rondoni. A pochi metri anche i familiari dell’imputato (omettiamo il nome per le sue condizioni di salute, ndr). Come pena accessoria è stata disposta la revoca della patente con la prescrizione di poter sostenere di nuovo gli esami per ottenere il documento di guida non prima di 5 anni.
Nella sentenza il giudice ha escluso l’aggravante contestata dalla Procura (pm Giancarlo Dominijanni) della velocità eccessiva in centro abitato e ha concesso l’attenuante speciale del concorso della persona offesa nel verificarsi del sinistro.
Inoltre, oltre alle attenuanti generiche anche l’andatura del veicolo è stata considerata più bassa rispetto a quanto scritto dal consulente dell’accusa che stimava in 80-85 km/h la velocità dell’auto del 23enne. Per il consulente della difesa, invece, non superava i 70 all’ora.
Il giovane, che lavora con il padre nel settore alimentare, dopo l’incidente è caduto in depressione ed è stato seguito da diversi specialisti. Uno stato di prostrazione che ancora oggi si ripercuote sulle condizioni del 23enne e che a livello assicurativo ha ottenuto un risarcimento sostanzioso per un danno biologico accertato sotto il profilo medico.
L’incidente avvenne mentre Pietro Baldini stava tornando verso casa e per un tratto aveva percorso la strada anche in senso contrario. E in quel contesto, tra limite superato e buio in zona, si era consumato lo scontro letale.
Baldini era molto conosciuto e stimato in tutta la zona. Era il nonno di Filippo Latini, giornalista pubblicista, collaboratore sportivo de Il Tirreno in modo particolare per quanto riguarda la pallavolo, e di altre testate, il cui padre Massimo, è molto conosciuto per il suo impegno nel mondo del volontariato. —
Pietro Barghigiani
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