Italia
Scuola devastata, il vandalo nega e il babbo... «Ah, allora ti perdono» - Video
Pisa, il preside dell'alberghiero Matteotti è sconvolto dopo avere visto i video dei danni: «Li denunceremo tutti. Ho individuato quello che ha orinato in classe, lo manderò a farei servizi sociali alla Caritas». Il ministro Bussetti: «Linea dura per i bulli, ma i prof devono chiedersi cosa non va nella scuola»
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PISA. «Dimmi se hai rotto qualcosa?». «No babbo, non ho fatto niente». «Ah, allora va bene». Tre veloci scambi di battute prima di entrare dal preside. È il surreale dialogo che si è tenuto a poche ore dalla devastazione della scuola superiore pisana fra un rappresentante di classe bocciato coinvolto nei disordini e suo padre che nell’incredulità familiare si è precipitato all’alberghiero di via Garibaldi, l’istituto che lo scorso fine settimana è stato completamente distrutto dopo un’occupazione studentesca.
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A confermarlo un testimone oculare, rimasto basito. Anche perché il ragazzo, poco prima, indossava un passamontagna nero e raccontava i motivi della “rivolta” che lo vedeva fra gli indiscussi protagonisti. «Io ho ammassato sedie e banchi agli ingressi, ma non ho rotto niente – diceva lunedì mattina, scappando dai professori che stavano liberando lo stabile e dai vigili del fuoco che salivano sul tetto – La devastazione? Hanno iniziato venerdì. Cosa possiamo fare se il preside non ci ascolta?».
Nel marasma generale – poi degenerato su Instagram – viene inquadrato perfino uno studente, forse di prima superiore, mentre orina in un angolo dell’aula. Chi lo riprende, invece, si sta fumando una canna e ha 22 anni. «Ho riconosciuto il minore – spiega il preside Salvatore Caruso – e domani (oggi mercoledì 23 per chi legge ndr) lo convocherò per parlarci. Anche se la punizione verrà decisa dal consiglio di istituto, io non ho dubbi: lo manderò alla Caritas a fare i servizi sociali. Evidentemente è un ragazzino che più che punito, va rieducato. Così si renderà conto di ciò che ha fatto. Se ho parlato con le famiglie? Sì, sono affrante».
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Beccato dopo i post sui social – oltre al videomaker pisano intento a fumarsi uno spinello, un infiltrato di altre scuole – anche un alunno che lancia un banco quasi come fosse impegnato in una gara di atletica leggera. Tutti loro rischiano grosso: «Li denunceremo», dice il dirigente scolastico, che chiede l’intervento della magistratura. Ogni ipotesi di reato resta aperta: dal danneggiamento, all’interruzione di pubblico servizio, fino all’occupazione di edifici. Con lo spauracchio del sequestro di persona (da sei mesi a otto anni di reclusione) in quanto alcuni ragazzi durante il raid hanno chiuso i cancelli con le catene delle bici. Un’ipotesi solo teorica, anche perché la procura non ha ancora aperto alcun fascicolo.
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Nel frattempo altri studenti, in questo caso seri e volenterosi, sono entrati a scuola per pulire. «Condanniamo la violenza e anche le proteste», dicono. Mentre c’è chi, pur dissociandosi dai disordini, resta molto critico. «Il Matteotti è insicuro e qualcuno deve venire a controllare la situazione in cui versa», dicono una decina di ragazzi. Oggi, finalmente, dopo tre giorni di violenza la scuola riapre. E gli studenti potranno finalmente tornare alla normalità.
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