Sicurezza
Da Roma ancora no agli aiuti ai calcesani
Ghimenti: «Al diniego tecnico si aggiunge la mancanza di risposte della politica a chi ha perso tutto nell’incendio»
calci. Massimiliano Ghimenti, sindaco di Calci, chiede rispetto per i suoi cittadini e il Monte Pisano. O meglio torna a chiederlo dopo l’ennesima porta in faccia ricevuta da Roma in merito agli aiuti del post incendio. Aiuti che non arriveranno «perché se anche si dice che vengono prima gli italiani evidentemente i calcesani non fanno parte della categoria» tuona il primo cittadino. «Dobbiamo dire con chiarezza come stanno le cose – aggiunge – gli aiuti promessi per i quali c’erano stati anche degli impegni formali, ad esempio della commissione agricoltura della Camera, non arriveranno».
L’ultimo dei no ricevuti da Calci, nonostante l’emergenza fiamme che ha devastato 1. 500 ettari di boschi e ulivi lo scorso settembre lasciando senza casa diversi cittadini e stravolgendo il territorio con conseguenti rischi per la stabilità idrogeologica della montagna, è di tipo “tecnico” e arriva dalla Protezione Civile Nazionale che era tra i destinatari di una lettera del Comune inviata tre mesi fa.
«Dopo tre mesi dalla prima lettera, solo grazie all’interessamento della Presidenza della Repubblica, abbiamo ricevuto risposta alle richieste. Ovviamente una risposta tecnica, e negativa. La Protezione Civile Nazionale continua a ritenere l’incendio non meritevole di aiuto in quanto non ci sono spese di assistenza alla popolazione. Ma rifiutando la richiesta di sopralluogo si espone a commettere un errore clamoroso». Nonostante al momento dell’invio della missiva – a firma di Ghimenti e del sindaco di Vicopisano Juri Taglioli – la strada del Serra fosse chiusa, come chiarito dallo stesso Ghimenti, il dipartimento di protezione civile nazionale si sbaglia e non prende in considerazione le problematiche legate alla viabilità «che c’erano allora e continuano ad esserci – continua – perché in presenza di determinate allerta meteo la strada del Serra verrà chiusa. Ma hanno letto o no la lettera mia e di Taglioli? ».
Ma non sono solo gli aspetti – e gli errori – sul piano tecnico a far riflettere. Ghimenti punta il dito sulla mancanza «ancora una volta – dice – di una risposta politica. Quella richiesta di aiuto era ricolta in primo luogo al Governo. Anche per questo ho scritto ieri (lunedì, ndr)all’onorevole Gallinella (M5S) presidente della commissione agricoltura – spiega Ghimenti – Perché quella commissione all’unanimità aveva votato un indirizzo che impegnava il Governo a mettere fondi per Calci, per sicurezza e case. Ed è stato sconfessato! ».
Del silenzio del governo il sindaco di Calci chiede conto anche ai rappresentanti della maggioranza al governo del paese eletti sul territorio. «Attendiamo risposte anche da coloro i quali rassicuravano circa la sensibilità del governo e dicevano che ci saremmo dovuti “cospargere il capo di cenere”».
«Mentre ci rimbocchiamo le maniche, non possiamo non provare un senso di abbandono e di delusione... che non dimenticheremo» scrive il sindaco sul proprio profilo Fb.
E il pensiero va a chi ha perso casa senza averne alcuna colpa: «perché a queste persone non è riconosciuto alcun sostegno? Non chiediamo che vengano ricostruite le case ma un aigutro a chi ha perso tutto nell’incendio. La verità è che gli unici aiuti sono arrivati dalla solidarietà della perosne comuni e dal Comuen di Calci che nonostante le sue dimensioni ha stanziato 51. 000 euro. Evidentemente altrove non c’è stata la volontà politica di aiutare il territorio con misure dirette». –
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