Gioco
Addio a Fascetti storico e artista Era il difensore di tanti tesori pisani
A lui il merito di aver scoperto la Tomba del Principe e salvato le antiche armi e armature del Gioco del Ponte
PISA. Un artista apprezzato in Italia e all’estero ma prima di tutto un grande conoscitore della città, innamorato di Pisa e delle sue straordinarie bellezze che aveva contribuito a proteggere e valorizzare. Scultore, insegnante, storico, scrittore: un pisano doc al quale ora la città della Torre dice tristemente addio, dolorosamente consapevole di aver perso un uomo, un artista, uno studioso di grande valore. Si è spento ieri, all’età di 92 anni, il professor Antonio Maria Fascetti, padre di Giovanni Ranieri, socio fondatore dell’Associazione degli Amici di Pisa, del Club Unesco di Pisa e del Gruppo Culturale Ippolito Rosellini.
Con le sue opere artistiche e letterarie ha illustrato Pisa e la storia patria. Ha salvato e valorizzato opere d’arte. Primo scopritore della “Tomba del Principe”, tumulo etrusco alle porte di Pisa, ha preservato le antiche armi e armature del Gioco del Ponte dalla loro dispersione. Ha fatto riportare a Pisa le colonne del pulpito di San Michele in Borgo. Ha diretto il recupero e il restauro dell’eremo di Rupecava, ha contribuito a salvare dalla distruzione il monastero delle Benedettine sul lungarno a Pisa. Le sue opere di scultura e pittura si trovano in chiese e collezioni in Italia e all’estero. Soprattutto nella città che fu patria di Antonio Pisano, detto il Pisanello, colui che fece rinascere l’arte della medaglia in Italia, Antonio Fascetti ha illustrato la medaglistica con decine e decine di conii di grande bellezza.
Il professore era nato a due passi da Piazza del Duomo, nel cuore della vecchia Pisa, in piazza dello Stellino, oggi piazza Cavallotti, nel 1927. Fin da piccolino ha respirato il profumo dei colori a olio adoperati dal padre eccellentissimo pittore divisionista e postmacchiaiolo, nonché le atmosfere che secoli di storia avevano depositato nella sua casa, nelle strade, nei palazzi, nella chiese del quartiere. Da questa situazione provengono la sua passione artistica e la sua profonda conoscenza di storico e di storico dell’arte. Diplomatosi a Firenze ha insegnato disegno e storia dell’arte nelle scuole medie e nei licei. La quantità delle sue opere è straordinaria e notevole per la varietà delle tecniche e dei materiali che ha sperimentato: dalle sculture in marmo, in bronzo, come il monumento a Leonardo Fibonacci alla Camera di Commercio, alle vetrate tessute, ai mosaici e alle oreficerie sacre e profane, né mancano opere di progettazione architettonica. Le opere si trovano diffuse in paesi esteri e in diverse regioni d’Italia. Uno dei capolavori è la pala d’altare di San Demetrio a Piana degli Albanesi mentre a Ekaterinburg troviamo una fonte battesimale.
Si è dedicato anche alla poesia e alla narrativa raggiungendo risultati notevoli a livello nazionale; né poteva mancare l’attività di studioso della storia, dell’arte e della letteratura. Come scultore, Antonio Maria Fascetti ha trovato nella forma della medaglia uno strumento di valorizzazione di fatti e personaggi della storia ignorati o trascurati, uno strumento di celebrazione, valorizzazione e divulgazione secondo l’antica lezione dell’imago clipeata, che afferma con forza il valore dell’uomo e delle sue gloriose opere. Riconoscimenti li ha ricevuti soprattutto dall’estero o da altre regioni d’Italia: Cavaliere Angelico dell’Ordine di Santa Sofia, Cavaliere dell’Ordine di San Giuseppe.
La salma rimarrà esposta alla Pubblica Assistenza a Metato. Il funerale avrà luogo domani alle 15 nella chiesa di San Sisto a Pisa. —
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